Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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Mario Tosti
òhe il comando, per avere incontrato delle supposte difficoltà, potrebbe essere al caso dì partire di Perugia con grave danno di questa città .45>
Anche l'organizzazione della caserma non era, a suo giudizio, assolutamente razionale e sufficiente: non esistevano palchetti per gli zaini e rastrelliere per i fucili; molti erano gli interventi e le riparazioni da fare: finestre senza vetri, pavimenti rotti, cucine rovinate e a tutto, prontamente, doveva provvedere l'amministrazione comunale.46) Il sindaco quasi giornalmente si trovava di fronte ad una richiesta, ma quello che gli riuscì più difficile esaudire fu la domanda del generale di ottenere dal comune due palchi nel teatro della città, uno per sé e l'altro per il suo stato maggiore. Con forte rincrescimento la Giunta deliberò di pagare i due palchi, bramando però in seguito di assumere informazioni su quello che suol prat-ticarsi in oggetto nelle altre città, non sembrando giusto che l'amministrazione comunale abbia a fare tali somministrazioni a persone che hanno vistosissimi stipendi .47)
In generale comunque l'amministrazione comunale e gli alti livelli della società cittadina, cioè nobili e borghesi, accettarono il rapporto con i militari, trascurando di censurare alcuni eccessi e comportamenti scorretti.48) Da parte loro i militari avevano l'attenuante di dover vivere in una città che non conoscevano, della quale ignoravano la storia, le tradizioni, il valore delle testimonianze artistiche e architettoniche. Alla fine di ottobre del 1862 il sindaco scriveva al generale Cadorna affinché proibisse ai soldati di attingere acqua alla pubblica Fontana situata nella Piazza del Corso . Tale circostanza faceva sì che gran parte della piazza principale della città restasse quasi tutto il giorno bagnata; l'acqua scorreva poi anche nella principal via della città e con l'approssimarsi dell'inverno esisteva il pericolo della formazione di una grande lastra di ghiaccio che avrebbe messo in gravissimo pericolo i numerosissimi passeggeri che transitano per quella località.49) Oltretutto, continuava il sindaco, essendo la ripetuta Fontana un insigne monumento d'arte non può a meno d'essere al prossimo desiderabile che vengano rimosse tutte quelle cause che possono comunque cooperare al suo deperimento.50)
La scarsità e la cattiva qualità dell'acqua dei pozzi situati all'interno delle caserme aveva infatti indotto i soldati a servirsi dell'acqua della Fontana Maggiore, il più insigne monumento della città, fatta costruire dal
45) Ivi, 3, 19 febbraio 1863, p. 40.
46) ivi, Amministrativo 1817-1870, 24, Casermaggio dette truppe, lettera del generale Cadorna al sindaco, 28 agosto 1862.
47) M, Atti della Giunta, 2, 28 agosto 1862, p. 326.
49 In alcuni casi la presenza militare offrì occasione di rapporti e ampliamento di conoscenze nei settori professionali, cfr., per esempio, la lettera del prefetto Gadda al sindaco relativamente all'offerta dei medici borghesi di prestare servizio gratuito presso l'ospedale militare (/v/r Amministrativo 1817-1870, 109, Casermaggio truppa e affari militari vari, 12 maggio 1866) e anche la minuta della lettera del sindaco al prof. Braccio Salvatori che era stato il portavoce della proposta dei medici perugini.
49) ivi, 24, Casermaggio delle truppe, minuta della lettera del sindaco al generale Cadorna, 27 ottobre 1862.
50) Ibidem.