Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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L'insediamento militare a Perugia
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Comune verso la fine del Duecento proprio per avvalorare l'immagine della catta al culmine della potenza. Dopo l'indagine di una commissione, incaricata di valutare la quantità e la qualità dell'acqua dei pozzi situati all'interno delle caserme, il generale Cadorna riferiva al sindaco di avere impartito l'ordine alla truppa di servirsi dell'acqua di tali pozzi e nello stesso tempo di aver proibito alla medesima di attinger acqua alla Fontana pubblica sulla piazza.51)
Alla fine del 1863 si erano ormai definitivamente insediate in città, oltre alla milizia, il comando superiore della Divisione, il tribunale militare, le carceri militari, l'ospedale militare, il comando militare del Circondario, l'intendenza e il genio militare.52) Ci fu anche il tentativo di far stabilire in città un collegio militare e a tal fine scattò nuovamente tutto il complesso meccanismo delle raccomandazioni: al prefetto, al generale de Sonnaz, al governo; si tentò di ammorbidire anche l'ostilità del generale Cadorna, il quale non aveva per nulla gradito che le prattiche per avere un collegio militare fossero state condotte senza sua intesa a.53) Ma la preferenza questa volta venne accordata alla vicina Spoleto e il prefetto Tanari, in una lettera al sindaco, chiariva benissimo i motivi politici della scelta; le autorità governative e il prefetto stesso non ritenevano equo ohe si debba in un unico centro far risentire i vantaggi di nuove ispeciali istituzioni, ma quelli disseminare nei punti più importanti della Provincia, non solo a soddisfazione di materiali interessi costituiti ma anche al fine di togliere pretesti a quelle gare che derivano dal concentramento di più Provincie in una sola s.54)
L'insediamento dei militari e soprattutto del Deposito aveva infatti contribuito a risolvere il problema della disoccupazione di alcune categorie di lavoratori, delle donne, in particolare, e degli operai stagionali, probabilmente braccianti, che nella pausa invernale trovavano giovamento dai piccoli lavori che venivano loro commissionati dai militari.55) Questo fatto contribuì senza dubbio a legare definitivamente la caserma e i militari alla popolazione urbana; quest'ultima, in definitiva, verificava gli effetti positivi legati alla presenza militare, non solamente dal punto di vista occupazionale ma anche nel settore della protezione civile che si giovò più volte dell'efficacia dell'intervento militare nella difesa della città minacciata da incendi o altre calamità.56)
Qualche frizione si verificò a causa dell'occupazione di alcune chiese, resa inevitabile dalla necessità di acquartierare i contingenti militari di
si) Ivi, lettera del generale Cadorna al sindaco, 11 novembre 1862.
52) Ivi, Atti del Consiglio, 16, 21 dicembre 1863, p. 742.
53) Ivi, Atti della Giunta, 3, 9 agosto 1863, pp. 206-208.
54) ivi, Amministrativo 1817-1870, 41, Provvedimenti in caso di guerra e altre cose militari, 20 agosto 1863.
55) ivi, Atti del Consiglio, 17, 3 ottobre 1864, pp. 461463.
56) Nella seduta del 13 maggio 1862 la Giunta, per ringraziare i militari dell'aiuto che avevano concesso nell'opera di estinzione di un incendio in città, deliberò di rendere e pubbliche grazie all'ofiicialità e di predisporre l'invio di una soma di vino alla milizia della Sotto-Divisione Militare, ivi, Atti della Giunta, 2, p. 192.