Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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L'insediamento militare a Perugia
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Da questo clima ebbe origine il contrasto tra Pecci e il comandante della Divisione militare, un episodio che provocò l'intervento del ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti e la rottura delle relazioni, almeno per un certo periodo di tempo, tra le due autorità. L'incidente avvenne nel giugno del 1864, in occasione della processione del Corpus Domini, allorché il cardinale-vescovo non impartì la consueta benedizione al Reggimento di fanteria che mentre recavasi alla messa incontratosi nella processione, [...] sulla via principale della città, schieravasi agli ordini del suo comandante e rendeva i dovuti onori al Sacramento ; benedizione che parimenti venne negata ai soldati che erano di guardia al palazzo del generale e che si prostrarono al passar del Sacramento.60)
iNella risposta giustificativa del suo comportamento, inviata al ministero, Pecci definiva l'incidente semplice e incolpevole , dichiarava di essersi comportato secondo la consuetudine locale e di non aver visto i soldati a causa della continua fila degli spettatori lungo la via percorsa dal corteo. Non tralasciava tuttavia di accennare quelle che in fondo appaiono essere le vere motivazioni all'origine dell'incidente. Chiarita così la cosa continuava Pecci lo scrivente crede di non doverle nascondere la brama che avrebbe di vedere che il Comando militare sapesse all'opportunità accordarsi con l'autorità diocesana in quello che s'attiene a funzioni religiose e servizio spirituale della truppa. Una volta che, nello scorso anno 1863, si provò di rivolgere un suo officio al comandante di quel tempo, generale Cadorna, ne ebbe una risposta sì poco consentanea alle stesse ordinarie regole di cortesia che gli tolse ogni speranza d'intendersi e di mantenervi relazioni in avvenire .61>
Paura, diffidenza, estrema difesa dei diritti della Chiesa, esplosi in un momento particolare alimentarono la polemica; nel 1864 inizia infatti la pubblicazione del giornale L'Apologetico e anche in città, in sintonia con il resto della penisola, si assiste ad un risveglio nella difesa degli interessi religiosi. Ma in definitiva, come anche recenti studi hanno dimostrato, Pecci pur fermo nella difesa delle prerogative della Chiesa, non assunse atteggiamenti di aperta ostilità nei confronti del nuovo Stato, anzi fu più propenso a lavorare per cercare il compromesso, la convivenza, ed assicurare spazi alla sua azione pastorale.63)
Le cose si complicavano nelle parrocchie di campagna anche perché i contadini e gli abitanti dei piccoli borghi rurali sperimentarono quasi esclusivamente l'aspetto repressivo delle forze armate insediate dentro le
) Ivi, 4, fase. 12/3, lettera del ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti a G. Pecci, 15 giugno 1864.
61) Ivi, minuta della lettera di G. Pecci al ministro Guardasigilli, 22 giugno 1364. Nella risposta il Ministro prese atto con soddisfazione della spiegazione data dal cardinale, lieto che dalie medesime sia tolto ogni sembianza d'atto ostile alle Regie Truppe e al Governo .
62) Sulle iniziative dei cattolici perugini in quegli anni cfr. M. CASELLA, Appunti mila stampa cattolica perugina al tempo di Gioacchino Pecci, in Studi sull'episcopato Pecci a Perugia (1846-1878), a cura di E. CAVALCANTI, Napoli, 1986, pp. 197-212; e anche F. BARTOCCINI, L'Umbria nella questione romana, eli., p., 115.
63) Cfr. AA,W., Studi sull'episcopato Pecci, cit., in particolare i saggi di R. AUBERT, Leon XIII avant san pontificai, pp. 19-50 e G. MARTINA, Problemi storiografici e metodo-logici sull'episcopato Pecci, pp. 53-88.