Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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Mario Tosti
mura della città; l'esercito fu inlatti usato sia per reprimere e contenere il diffuso fenomeno della renitenza alla leva, sia per scortare gli agenti che dovevano riscuotere l'esazione delle imposte e sovraimposte,64) in linea con quella tendenza che affidava alle forze armate del nuovo Stato non solo la necessità della difesa militare, ma soprattutto la tutèla dell'ordine interno, un controllo sociale e la repressione delle rivolte popolari. Del resto il loro massiccio impegno di fronte a tali problemi, anche in considerazione del limitato sviluppo delle forze di polizia nel settore dell'ordine pubblico, è stato messo bene in evidenza nella lotta contro il brigantaggio meridionale e, relativamente all'Umbria, resta da chiarire quale sia stato il ruolo della forte concentrazione militare nella regione, se cioè essa, come è stato osservato, abbia rappresentato non solo elemento di stabilità dell'ordine pubblico ma abbia costituito durante i periodi di sommosse e rivolte popolari un importante cuscinetto , sotto il profilo militare, rispetto a zone come l'Emilia, la Romagna e le Marche, aree di intense agitazioni estremiste, socialiste e repubblicane.65)
3 - Verso l'assetto definitivo della presenza militare
Nonostante gli sforzi del Comune per assicurare un adeguato sostegno alla presenza militare in città, restava irrisolto il problema dell'acquartieramento delle truppe di passaggio.
Rispetto ad esso gli amministratori comunali avevano dei precisi obblighi; in particolare per i pruni tre giorni dovevano provvedere paglioni, lenzuola, coperte, il materiale necessario all'illuminazione della caserma, la legna ed inoltre fornire i mezzi di viaggio ai militari congedati o malati.66)
L'impegno più arduo rimaneva comunque l'alloggiamento dei soldati in locali idonei; lo stato fatiscente della caserma di S. Agostino, continuamente sottoposta a lavori di restauro, e di quella di S. Domenico, dove una parte era inutilizzabile e troppo gravoso risultava l'impegno per riattivarla, avevano, di volta in volta, costretto la Giunta ad attuare vari espedienti tra cui l'utilizzazione di chiese o di porzioni di conventi non soppressi.67)
Ma, come abbiamo visto, da una parte le proteste della popolazione, sostenute dal vescovo, e dall'altra quelle degli stessi religiosi, costretti a dividere gli spazi del chiostro con difficili inquilini, posero in termini sempre più urgenti la definitiva soluzione del problema.68) L'amministrazione
W) Su tali aspetti si veda ASCP, Amministrativo 1817-1870, in particolare le buste 24, Casermaggio delle truppe, e 170, Disposizioni generali ed oggetti militari diversi.
6S) Cfr. A. MONTICONE, Nell'età dello sviluppo moderno, cit., p. 6. Sull'impiego delle forze annate in questioni di ordine pubblico si vedano le osservazioni di L. CEVA, Forze armate e società civile, cit., pp. 296-301, e di G. ROCHAT, L'esercito italiano negli ultimi cento anni, cit, pp. 1874-1875.
<*) ASCP, Amministrativo 1817-1870, 24, Casermaggio delle truppe, Elenco delle somministrazioni a carico del Comune nei primi tre giorni di casermaggio .
67) Un elenco dei conventi utilizzati per acquartierare le truppe è conservato ivi, Memorie per rispondere alla circolare n. 1 della Intendenza militare del Dipartimento di Perugia .
tó) Dicasi qui di passata che questo frequente venir di cavalleria turba non poco la quiete e il silenzio del Chiostro . Cosi scriveva un monaco dell'abbazia di S. Pietro Il 30 agosto 1869; cfr. ASP, Memorie e ricordi, cit., voi. II, p. 21.