Rassegna storica del Risorgimento

PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
anno <1988>   pagina <425>
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L'insediamento militare a Perugia 425
municipale non riusciva ad intravedere soluzioni idonee e di fronte alle continue richieste dell'autorità militare e al diffondersi di voci sull'even­tuale allontanamento della guarnigione dalla città, con il trasferimento del Deposito nella vicina Assisi, deliberò di richiedere al governo la conversione del monastero delle Colombe in caserma, in quanto adiacente al chiostro delle Maddalene, già utilizzato per scopi militari.69) Per l'esecuzione di tale operazione mancava tuttavia il consenso del ministero di Grazia e Giusti­zia che si opponeva alla trasformazione adducendo due motivi: la contra­rietà dell'opinione pubblica e la difficoltà di sistemare in città le monache.70
Le pressioni e le sollecitazioni degli amministratori riuscirono a supe­rare le resistenze del governo e alla fine di ottobre del 1864 il ministro emanò il decreto che sanciva la trasformazione del monastero in caserma; 71> per il suo adattamento il Comune aveva deliberato di stanziare, prima an­cora che la decisione del ministro fosse resa nota, la somma di lire 7.000.72)
Con una punta di orgoglio nel rendiconto della gestione amniinistrativa comunale del periodo 1865-1866, al titolo II, servizio multare, i consiglieri potevano scrivere: Ed è pur anche per cura di questo Municipio che que­sta città capoluogo attualmente si trova con due Depositi militari, con il Comando Generale di Divisione e con molte truppe, il che ognuno sa quanto vantaggio arrechi al benessere della popolazione, procurando ogni possibile perché le caserme, sia di passaggio che di dimora stabile, siano il più de­centemente sistemate e comode, come comoda e ampia è riuscita la Ca­serma della Maddalena e delle Colombe per l'adattamento delle quali il nostro Comune contribuiva la somma di lire 7.000, quanto appunto sono abbastate al detto adattamento .73>
Con la trasformazione del monastero delle Colombe in caserma la presenza militare in città andò assumendo un assetto che, nonostante al­cune variazioni, rimarrà praticamente costante fino ai giorni nostri; la concentrazione maggiore di edifici militari interessò l'area a sud-est della città, corrispondente al rione di Porta S. Pietro, dove i monasteri della Beata Colomba e S. Maria Maddalena e i conventi di S. Girolamo e S. Domenico furono trasformati in caserme; un'altra caserma trovò posto in Porta S. Angelo, nei locali dell'ex Convento di S. Agostino, mentre l'ospe­dale militare fu sistemato nell'ex Monastero di S. Giuliana.
Anche l'ex Convento di S. Francesco al Prato venne temporaneamente occupato dai militari che vi istituirono una caserma di fanteria, ma nella
69) ASCP, Atti del Consiglio, 17, 3 ottobre 1864, pp. 461-463.
70) Ivi, 2 ottobre 1864, pp. 422-424.
71) Due consiglieri, Danzeita e Berardi, si recarono a Torino per occuparsi seria­mente della questione mentre, rapporto alla resistenza del ministero di Grazia e Giustizia, il Consiglio Comunale sottolineò: non è vero che la pubblica opinione vi si opponga, come non è vero che non sia nella località di S. Tommaso capacità bastante una volta che dovea acchiudere altra comunità di Orvieto ed una volta che la stessa differenza di regola non può fare nessuna opposizione quando si sa che non ha guari nel Monastero di Monteluce si acchiudevano insieme le Clarisse e le Cistercensi , ivi, cfr. anche Atti della Giunta, 4, 28 ottobre 1864, p. 318.
72) ivi, 12 ottobre 1864 e anche Atti del Consiglio, 17, 4 novembre 1864, pp. 492-493,
73) Ivi, 19, pp. 464465.