Rassegna storica del Risorgimento

PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
anno <1988>   pagina <426>
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Mario Tosti
pianta degli insediamenti militari della città, del 1884, tale struttura non appare più destinata ad usi militari. Al centro della città si insediarono invece, affittando edifici di privati, il Comando Generale della Divisione Territoriale e gli uffici del Comando Militare del Circondario.74)
Nella organizzazione pressoché definitiva della presenza militare, l'uni­co problema restò quello dell'ubicazione della polveriera nel contesto ur­bano; nel maggio del 1865 essa venne trasferita dall'ex Forte paolino al convento di S. Francesco al Prato, ma il Genio militare, non reputando ido­nea tale sede, si adoperò presso la Giunta per ottenere una sistemazione più adeguata.7?) Ai primi di aprile del 1866 il Comune deliberò di adattare, per uso di polveriera, l'antica chiesa di S. Bevignate, fuori del borgo di Fontenuovo,76) ma con ogni probabilità tale decisione non ebbe seguito poi­ché, circa tre mesi più tardi, la polveriera venne trasferita a nord della città, nel locale del Monte.77) Anche quest'ultima sede, tuttavia, veniva con­siderata, sia dai militari che dagli amministratori cittadini, provvisoria, tanto che, nei mesi successivi, il problema continuerà ad essere al centro del dibattito locale.78)
H sindaco e la Giunta, da fonte sicura, erano stati informati che in una città ove stabilmente sono costruiti gli ospedali militari e la polve­riera è ben difficile ne possa essere rimossa la truppa a.79) Di conseguenza, constatando come in Perugia fosse già operante l'ospedale militare, la Giun­ta riteneva di strettissima urgenza avviare le operazioni necessarie ai-rimpianto della polveriera. D'accordo con il Comando Militare, nella seduta consiliare del 19 giugno 1868, la Giunta propose di utilizzare allo scopo il torrione di S. Antonio, nei pressi di Monteluce; era solo necessario, per concretizzare il progetto, espropriare un orto adiacente, azione che, secon­do sindaco e assessori, sarebbe risultata di massima utilità anche nell'in­teresse del Dazio consumo , giacché era appunto in quell'area che più frequentemente avveniva il contrabbando a danno del detto Dazio .8)
Non ruttici consiglieri comunali aderirono alla proposta della Giunta, in particolare il consigliere Borgia manifestò la sua opposizione, sottoli­neando che la scelta della Giunta risultava inadeguata sia rapporto alla sicurezza della città , sia per ragioni strategiche , sia, infine, per il danno economico che avrebbe determinato nei confronti degli abitanti del quar­tiere che trovatisi di avere i loro fondi quivi depreziati .81) Il consigliere Borgia era dell'opinione di mantenere la sede della polveriera al Monte ,
74) Cfr. Pianta di Perugia, Perugia, Litografia G. Tàlli, 1884.
75) ASCP, Atti della Giunta, 5, 22 maggio 1865, p. 144.
76) Ivi, 6, 6 aprile 1866, p. 68.
77) Ivi, 6, 25 luglio 1866, p. 193. Si trattava di un locale adiacente al convento francescano di Monteripido.
79 Sul problema tornò anche il Consiglio Comunale nella seduta dcll'8 giugno 1868, allorché il sindaco ribadì la necessità di trovar modo come collocare la polveriera , ivi, Atti del Consiglio, 21, pp. 489-490.
79) Ivi, 19 giugno 1868, pp. 542-547.
80) Ibidem. *i) Ibidem.