Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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L'insediamento militare a Perugia
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lontana dall'area urbana, dove esisteva pure una caserma e un presidio militare, per tutelare la sicurezza.ffl)
Dopo la replica del sindaco e del consigliere Ansidei, e la rinnovata opposizione del Borgia, venne messa ai voti la delibera che autorizzava la Giunta a fare gli studi opportuni sulla convenienza di costruire la polveriera nel bastione di Sant'Antonio, delibera che fu approvata con 20 voti favorevoli e due contrari.83)
Quasi a degno compimento dell'attività svolta dall'amministrazione perugina che si era prodigata per incoraggiare l'organizzazione della presenza militare in città, verso la fine del 1870, in seguito all'applicazione delle riforme del generale Cesare Ricotti,84) i vertici delle forze armate decisero l'ampliamento della Divisione militare: essa conservava il Comando Generale a Perugia ed annetteva le province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino. Sempre in conseguenza delle riforme Ricotti avrebbe avuto sede a Perugia anche un Distretto di seconda classe con compiti di reclutamento e di prima istruzione. A tal fine il Genio Militare aveva sollecitato la Giunta a provvedere all'adattamento del convento di S. Domenico, l'unica struttura in grado di contenere i mille uomini circa, che la chiamata alla leva avrebbe, secondo i vertici militari, mobilitato.85) Ancora una volta la risposta del Municipio .risultò positiva rispetto alla richiesta delle autorità militari e nella seduta del 22 dicembre 1870 il Consiglio autorizzò la Giunta a predisporre l'allestimento dei locali richiesti dall'officio del Genio militare e di conseguenza a provvedere allo stanziamento, nel futuro bilancio, della somma di lire 11.712, necessarie per condurre a termine l'organizzazione del Distretto**)
Il 1870, proprio nel momento della crisi finale dello Stato della Chiesa, rivelò nuovamente l'importanza strategica della regione e quindi giustificò l'attenzione che i vertici militari avevano posto nell'organizzare la loro presenza nelle città umbre: da qui partirono, infatti, le principali colonne dirette verso Roma.87)
La sorveglianza della frontiera prima, e successivamente la necessità di controllare le organizzazioni degli emigrati e le provocazioni garibaldine, non sempre in sintonia con la linea politica adottata dal governo,88) furono i motivi determinanti che incoraggiarono l'insediamento stabile dei militari nelle città della regione. Accanto ad essi un ruolo importante ricopri l'abbondante presenza di conventi e monasteri che le soppressioni avevano reso disponibili e infine, ultimo fattore, ma non certo per ordine d'impor-
*9 Ibidem.
83) Ibidem. Probàbilmente la sede della polveriera rimase ancora per parecchio tempo fuori della città; Infatti non rimane traccia del suo insediamento nella cartina del 1884.
**) Cfr. L. CEVA, Porse armate e società civile, city pp. 318-333; del medesimo autore Le forze armate, cit., pp. 88-98; ma anche V. GALLINARI, Le riforme militari di Cesare Ricotti, in Memorie storiche militari, 1978, pp. 11-33; O. ROCHAT - G, MASSOBRIO, Breve storia dell'esercito italiano, cit.; P. DEL NEGRO, Esercito, Stato e Società, cit.
ss; ASCP, AHI del Consiglio, 23, 22 dicembre 1870, pp. 482-487. 8 Ibidem.
87) cfr. F. BARTOCCINI, L'Umbria nella questione romana, cit., p. 139.
88) Ibidem.