Rassegna storica del Risorgimento

PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
anno <1988>   pagina <428>
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Mario Tosti
tanza, risultò decisiva la prontezza degli amministratori locali nelTesaudire le richieste dei vertici militali.
Il caso studiato sottolinea in particolare quest'ultimo aspetto poiché interessava valutare l'impatto della presenza militare con la società locale, nelle sue varie articolazioni: soprattutto l'accettazione dell'apparato mili­tare e la sua integrazione con la comunità; di conseguenza in secondo piano sono rimasti altri fattori, forse altrettanto decisivi nel determinare l'inse­diamento, legati a strategie di vertice o da ricondurre alla sfera dei rapporti politici.
Del resto gli stiretti legami ohe si instauravano tra autorità militari e municipali risultano una caratteristica comune anche ad altre realtà lo­cali.8?) Ma la situazione particolare di Perugia, soprattutto in relazione ai problemi di ordine economico che la soppressione dei conventi e delle cor­porazioni religiose aveva causato, fece sì che tale collaborazione diventasse quasi una necessità. Non è certo a negare che grande utile è per arrecare ed arreca ai comuni ed alla città l'impianto di offici tanto civili che militari. Ne trae vantaggio il commercio, l'industria, il benessere del Paese in genere ed in specie ne risentiranno vantaggio gl'interessi del Comune sia sotto qualunque aspetto la cosa si voglia riguardare. Ma qual'è il vero mezzo per ottenere che in una città possa più facilmente risiedere della truppa, possano gli offici anche civili essere impiantati? Procurando locali comodi, spaziosi, vasti, decorosi e convenienti .90) Questa introduzione al discorso che la Giunta indirizzò al Consiglio Comunale nella seduta del 14 agosto 1868 riassume molto bene la filosofia che fu alla base dell'atteggiamento della classe amministrativa perugina nei confronti del problema dell'attua­zione degli insediamenti militari in città; perseguito con scrupolosa solle­citudine tale contegno favorì il concentramento dell'apparato militare nel capoluogo umbro, ribadendo e accrescendo così la supremazia della città nel contesto regionale; ma nello stesso tempo ritardando la sistemazione di altri importanti servizi, relativi al settore sociale, rispetto ai quali gli am­ministratori comunali non furono in grado di adottare soluzioni decisive.
Già nel 1867 il Consiglio Comunale aveva avanzato al governo una ri­chiesta per trasformare conventi in scuole e asili, mentre rimaneva ancora sospeso il problema della sede della biblioteca e dell'archivio comunale.91)
Negli anni successivi l'incremento della popolazione urbana porrà in primo piano soprattutto il problema dell'edilizia scolastica; il reperimento di edifici ove sistemare le scuole elementari resterà una questione che la pubblica amministrazione non saprà risolvere se non attraverso provvedi­menti provvisori: bisognerà attendere il periodo fascista perché il problema venga affrontato in maniera decisiva e funzionale.92)
MARIO TOSTI
850 Cfr. G. CAFORIO, La presenza militare a Lucca subito dopo l'Unità d'Italia, in Risorgimento, 37 <1985), pp. 55-84.
5 ASCP, Atti del Consiglio, 21, p. 565.
M) Ivi, 20, pp. 762-764. Sulle difficoltà di reperire una sede idonea per l'archivio comunale cfr. anche M. SQUADRONI, Gli archivi comunali del Circondario di Perugia all'indo­mani dell'Unità, In Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, LXXX1LI (1986), p. 228.
92) Cfr, anche A. GROHMANN, Perugia, Bari, 1981, p. 152.