Rassegna storica del Risorgimento

DIAMILLA M?LLER DEMETRIO; DIAMILLA M?LLER DEMETRIO OPERE BIBLIO
anno <1988>   pagina <430>
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Luigi Fallarli - Lucia Milana
st'opera era stata unita, in occasione del venticinquesimo anniversario di Roma capitale d'Italia, l'interessante Appendice Roma e Venezia. Ricordi storici di tm romano (1895) che, nel sintetizzare gli argomenti di Politica segreta italiana, li integrava con nuovi documenti inediti e li organizzava inserendoli in un più ampio contesto autobiografico che, muovendo dagli anni giovanili del Diamilla Muller in Roma, trovava coerente conclusione in quella città nel momento in cui vi facevano il loro ingresso le truppe italiane del generale Raffaele Cadorna.3)
I laconici riferimenti al Diamilla Muller il cui ruolo attivo fu, tutto sommato, marginale nello svolgersi degli eventi politici tu' quegli anni, ma non trascurabile nell'ambito della documentazione storica di quel pe­riodo, offrono alla curiosità del ricercatore non pochi stimoli all'appro­fondimento, reso in parte -possibile dalla presenza, nel Carteggio di Ubal­dino Peruzzi 4> posseduto dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, di una filza di missive indirizzategli dal nostro: si tratta di un gruppo di qua­rantaquattro lettere5) di diversi formati, costituite in genere di due carte, alcune delle quali recanti varie intestazioni a stampa, inviate prevalente­mente da Firenze nell'arco di un ventennio (1861-1881). Esse costituiscono indubbiamente un carteggio disorganico, cronologicamente lacunoso, ma che, oltre a rappresentare una sorta di filo conduttore delle nostre inda­gini, contribuisce in modo abbastanza significativo ad illustrare la perso­nalità e in certi casi a ricostruire la multiforme attività di questo singo­lare personaggio che unisce ai caratteri avventuristici e un po' velleitari del patriota che si muove al di fuori dei canali della diplomazia ufficiale,
3) In questa appendice, anch'essa anonima, lo scrìvente parla di se stesso come di D. E. Diamilla Muller, esprimendosi nella narrazione sempre in prima persona Nell'Introdu­zione firmata D. Muller si legge: La compilazione del volume venne quindi affidata ad un egregio scrittore non meno noto per le doti dell'ingegno che per quelle dell'animo, il quale, per ragioni che non sta a me indagare, volle conservare l'anonimo . Cfr.: [D. E. DIAMILLA MULLER], Roma e Venezia, Torino, Roux-Frassalì, 1895, p. ix.
4) Ubaldino Peruzzi nato a Firenze nel 1822, studiò al collegio Cicognini di Prato avendo come compagni di studi i figli dell'illustre fisico esule in Toscana, Leopoldo Nobili. Passato poi al collegio Tolomeì di Roma vi seguì studi legali, laureandosi in giurisprudenza nel 1840 a soli 18 anni. Dopo la laurea in legge, la famiglia lo inviò a Parigi dove per tre armi frequentò la Reale Scuola delle Miniere, conseguendo il diploma di ingegnere. Tornato in patria fu Gonfaloniere di Firenze dal 1848 al 1850. Divenuto capo del governo provvisorio dopo la cacciata dei Lorena (1859) si adoperò, con Bettino Ricasoli, per l'annes­sione della Toscana al regno di Vittorio Emanuele II. Fu per circa dieci anni (fino al 1861) direttore della Strada ferrata Leopolda. Ministro dei Lavori Pubblici del regno d'Italia dal 14 febbraio al 12 giugno 1861, Peruzzi conservò la stessa carica nel primo Ministero Ricasoli dal 12 giugno 1861 all'8 marzo 1862. Durante questo ministero si adoperò per portare a termine la linea ferroviaria Bologna-Ancona. Fu rieletto consigliere comunale di Firenze nel 1865 e sempre fino al 1878, Tenne le veci di sindaco, dopo il marchese Ginori, dal 30 ottobre 1868 al 31 dicembre 1870. Fu sindaco di Firenze dal 20 marzo 1871 al 15 maggio 1878, presidente del Consiglio Provinciale dal 1866 al 1869. Per anni fu nella Commissione Finanza della Provincia, né alcun importante affo re a Firenze passò senza il suo consiglio. Presiedette istituzioni culturali grandi e piccole dall'Istituto di Studi superiori al Circolo filologico fiorentino, Industriale del cemento e produttore di vini partecipò con i suoi prodotti ad alcune Esposizioni Universali.
5) si trovano nel Carteggio Ubaldino Peruzzi, alla collocazione: Cass. XX, 1.