Rassegna storica del Risorgimento

DIAMILLA M?LLER DEMETRIO; DIAMILLA M?LLER DEMETRIO OPERE BIBLIO
anno <1988>   pagina <437>
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Demetrio Diamilta Muller
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rivista di numismatica33) e di entrare in contatto con i più importanti studiosi dì quella disciplina, sia italiani che stranieri.
Nove mesi dopo quella nomina, il Bibliotecario, cardinale Lambru-sdiini, aveva ricevuto una lettera anonima che lo avvertiva dell'avvenuta vendita in Roma di alcune delle più belle medaglie della collezione vati­cana, sollecitando un'accurata ispezione al Medagliere. Tuttavia tale de­nuncia, forse proprio perché non sottoscritta, fu ritenuta frutto di invi­dia e non venne presa in considerazione. Trascorsero altri mesi: nella primavera del 1848 il giovane Diamilla partì per i campi di battaglia del Veneto. Rientrato a Roma nel luglio, continuò il suo lavoro al Medagliere finché gli eventi rivoluzionari, culminati con la fuga di Pio IX a Gaeta e con la proclamazione della Repubblica Romana il 9 febbraio 1849, por­tarono alla chiusura della Biblioteca Vaticana. Caduta il 3 luglio la Re­pubblica Romana, le insistite voci circa numerosi furti perpetrati in quel periodo di disordine in vari musei e biblioteche della città, insieme a quelle ricorrenti relative al Medagliere indussero il restaurato governo pontificio a nominare una commissione d'inchiesta.
L'attenta verifica alla consistenza del Medagliere che subito seguì accertò la mancanza, maldestramente dissimulata, di ventotto medaglie moderne d'oro. Non fu difficile risalire al Diamilla che aveva sempre avuto a disposizione la chiave del Medagliere e vi aveva a lungo lavorato da solo: al giovane Demetrio che, come fu accertato, nel novembre aveva trafugato anche numerose monete antiche per un valore di quasi 4.000 scudi, non rimase che confessare.
Fu condannato dal Tribunale della Prefettura dei Sacri Palazzi, 1*11 settembre 1850, a venti anni di galera, commutati in venti anni di deten­zione a Castel Sant'Angelo, fino a che il Pontefice con un atto di clemenza il 18 ottobre 1851 lo condannò all'esilio. Così Demetrio era partito alla volta di Parigi.34)
Rientrato, come si è detto, in Italia nel 1859, Demetrio Diamilla che, a partire dal 1853, verosimilmente per far dimenticare le sue recenti disavventure aveva ottenuto di poter aggiungere a quello paterno il cognome Muller, si era adoperato per procurarsi un incarico possibil­mente consono ai suoi studi e nel 1861 era stato raccomandato al Peruzzi cui aveva mdirizzato la già citata domanda. Il {rapporto informativo che
33) Si tratta di Memorie numismatiche per Vanno 1847, tre fascicoli recanti l'indica­zione di A. I, il primo del giugno 1847, il terzo datato aprile 1848. Il National Union Catalogue Pre-1956 Imprìnts ne riporta la seguente scheda: Diamilla Mueller [sic], Demetrio E. Memorie numismatiche di C. Cavedoni, B. Borghesi, Diamilla Muller [sic], Capranesi, Matranga, Audicme, Visconti, Giordani, ec, ec, publicate da D.D. Muller [sic], 2 ed. Parigi, A. Lelcux, 1853. Per ulteriori particolari su questa pubblicazione e su altre di argomento numismatico dello stesso Diamilla Muller rinviamo a S, LE GRELLE, op. cit., p. LXIV n.
> [...] il Diamilla frattanto annota mons. Le Grelle, a conclusione della vicenda del Medagliere impenitente, profittò della bontà e della clemenza del pontefice per offrire al Gabinetto numismatico della Biblioteca Nazionale di Parigi, appena recatosi colà, 173 pietre scritte, forse quelle acquisite dall'eredità del cardinale Zurln, e da lui rubate alla Vaticana. 11 signor Lenormarrt, conservatore del Gabinetto, ne sospettò l'illecita prove­nienza e le rimise al nunzio pontificio, che le restituì alla Biblioteca . Cfr.: S. LE GRELLE, op. cit, p. LXVI.