Rassegna storica del Risorgimento

DIAMILLA M?LLER DEMETRIO; DIAMILLA M?LLER DEMETRIO OPERE BIBLIO
anno <1988>   pagina <438>
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Luigi Palloni - Lucia Milana
abbiamo letto si trova inserito all'interno di un'accorata lettera del tren­tacinquenne ingegnere, il quale, messo al corrente dal conte Salino delle referenze negative giunte al Peruzzi sul suo conto, sollecitava un incontro riservato:
[...] Le rivolgo dunque l'ardente preghiera di accordarmi un udienza {sic} per libe­ramente spiegare ciò che può essere stato sinistramente interpretato; in una parola per giustificare la mia condotta non tanto agli occhi del Ministro quanto a quelli dell'Uomo onesto [...]. 35)
Come sia riuscito a spiegare e a giustificare la sua giovanile follia non è stato possibile scoprire. Tuttavia i suoi argomenti o quelli dei suoi protettori devono essere risultati convincenti se nel febbraio 1863 Diamilla Muller ricevette l'incarico governativo Peruzzi era Ministro degli In­terni nel ministero Minghetti di recarsi a Londra allo scopo, secondo la sua stessa testimonianza, di acquistare armi per la Guardia Nazionale Mobile36) che ne era carente, specie nei comuni del sud. Suo compagno di viaggio era l'amico Giuseppe Libertini37) di accesi sentimenti repubbli­cani, dal 1861 deputato al Parlamento. Costui era in costante contatto con Mazzini, che, in quel periodo, stava mobilitando tutte le sue energie nella raccolta di denari per l'acquisto di aimi per gli insorti .polacchi, per pre­parare nel Veneto un moto in loro sostegno, non trascurando, al tempo
3 B.N.CF., Carte U. Peruzzi, Cass. XX, 1, n. 1, Lettera di D. Diamilla Muller, del 17 giugno 1861, da Torino, a Ubaldino Peruzzi.
Dopo la proclamazione del Regno d'Italia, la Guardia Nazionale con Legge 4 agosto 1861 n. 143, dal titolo Riordinamento ed armamento della Guardia Nazionale Mobile (tale era la denominazione dei corpi distaccati della G.N.) veniva posta alle dipendenze del ministero della Guerra. Il regolamento d'attuazione del 31 luglio 1862 attribuiva ai prefetti la formazione dei ruoli dei suoi battaglioni. Nonostante la battaglia parlamentare di Garibaldi che avrebbe voluto rifondarla in senso popolare e nazionale mediante la leva in massa e l'impiego a scopi bellici, la G.N. finì per ricalcare i princìpi informatori della Guardia Nazionale piemontese, ovvero un corpo reclutato con criteri censitali, destinato a servizi di ordine pubblico, in definitiva alla difesa dell'ordinamento liberale e alla salvaguardia della proprietà privata che ne costituiva l'espressione economica. La Guardia Nazionale infatti venne impiegata non solo al sud contro la guerriglia dei briganti ma anche per la repressione o la prevenzione dei reiterati tentativi o delle dimostrazioni di garibaldini e repubblicani per risolvere di loro iniziativa le spinose questioni di Roma e Venezia. Cfr.: G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna, Milano, Feltrinelli, 1968, voi. V, pp. 148-152; p. 206; ed anche: L. Mussi, La Guardia Nazionale a Torino (1848-1877), Torino, Arduini TEAT, 1977.
30 Giuseppe Libertini, nato a Lecce nel 1823, combattè nei moti napoletani del 1848 e fu poi costretto all'esilio. Repubblicano, nel 1857 partecipò alla spedizione di Carlo Pisacane a Sapri. Fu di prezioso aiuto a Garibaldi quando questi nel 1860 occupò Napoli. Fu deputato al Parlamento dal 1861 al 1865. Nel 1862, allorché si costituì in Genova l'Associazione Emancipatrice Italiana che riuniva le forze mazziniane e del Partito d'Azione garibaldino, egli entrò a far parte del Comitato centrale. Libertini, secondo i disegni di Mazzini, espressi una prima volta a Lugano nel settembre 1862 e ribaditi nel gennaio 1863 avrebbe dovuto recarsi a Napoli per installarvi e diffondere con l'aiuto di De Boni, Nicotera e Miceli, l'impianto organizzativo dell'Emancipatrice. Morì nel 1874.