Rassegna storica del Risorgimento
DIAMILLA M?LLER DEMETRIO; DIAMILLA M?LLER DEMETRIO OPERE BIBLIO
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1988
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440
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440 Luigi Fallarti - Lucia Milana
bili di James Stansfeld42* dovette metterlo in non lieve imbarazzo nei confronti di quella famiglia cui era legato da profondi vincoli di amicizia:
[...] ora concedetemi che senza diritto alcuno ma in conseguenza di interpellazioni fatte pur troppo a Stansfeld, io vi dica una parola per cosa spiacevole. Siete ammogliato? E se siete perché parlar di matrimonio a una Inglese nel vostro soggiorno di Londra? Che cosa ne speravate? in conseguenza delle vostre promesse poi del vostro silenzio una inchiesta è stata fatta in Torino e in Londra con risultati gravi a carico vostro. A me duole, ve lo confesso di tutto questo per voi prima, poi per gli Stansfeld e amici che si lagnano e prendono trista opinione di noi e non serbano più fiducia alcuna nelle mie presentazioni. Non vi sono, caro M., donne sufficienti nel mondo perché turbiate senza prò' oneste fanciulle, irritando stranieri contro il nome italiano? [...]. 43)
Era accaduto che Diamilla Muller, non troppo al corrente dei costumi inglesi, avesse prestato assidue premure alla giovane Sara Stansfeld di Birmingham. Certe manifestazioni di affetto, considerate caste fra i latini, vennero interpretate dalla ragazza, dalla madre di lei, nonché dalla famiglia, come un impegno di fidanzamento. Così quando il brillante ingegnere romano, fra l'altro bene introdotto in quell'ambiente da ragguardevoli credenziali, ebbe fatto ritorno a Torino, Sara si affrettò a scrivergli una lettera, con foto allegata, in cui lo chiamava Mio caro fidanzato.
L'incauto ritenne il silenzio preferibile ad una franca ma penosa spiegazione. Tale condotta suscitò le ire dei parenti della giovane che, indagando su di lui, scoprirono che era sposato, con prole. Di qui le rampogne epistolari dell'austero cospiratore cui erano giunte quelle indignate lamentele. Muller gli rispose risentito, protestando la sua buonafede e la correttezza del suo agire; negava recisamente di aver mai parlato di matrimonio, pregando tuttavia di far sì che l'episodio non avesse troppa pubblicità. Il tenore 4i quella lettera convinse il Mazzini che il suo interlocutore aveva sì peccato di leggerezza e di imprudenza, ma che, tutto sommato, conoscendo certe madri e figlie della provincia inglese era da considerarsi più preda che cacciatore.44)
Così, fosse per vera simpatia o perché, in quel momento, gli conveniva servirsi delle sue amicizie politiche, Mazzini continuò ad avvalersi della sua collaborazione.
42) James Stansfeld, nato ad Halifax nel 1820, compì i suoi studi di legge presso l'University College dì Londra, iscrivendosi all'Ordine degli Avvocati nel 1840. Fu nominato Lord of the Admiralty nel 1863, ma fu costretto a rassegnare le proprie dimissioni nel 1864, a causa della sua amicizia con Mazzini che a quell'epoca fu accusato di essere il mandante di Pasquale Greco, colui che avrebbe dovuto uccidere Napoleone III. Ininterrottamente per trentasei anni fu rappresentante della sua città natale presso la House of Commons. Fu presidente per vari anni del Locai Government Board. Uomo di grande esperienza di vita parlamentare, fu anche un ottimo amministratore e generoso partecipe della lotta politica per l'emancipazione della donna.
<?) S.E.I., voi. LXXIV, pp. 306-307, Lettera a M... da Lugano, del 26 giugno 1863.
**) Il gustoso episodio, esposto con ricchezza di particolari, senza tuttavia fare il nome del diretto interessato (individuabile comunque da certi elementi particolari) fu pubblicato su La Tribuna di Roma, dell'8 marzo 1897, col titolo: La rettitudine di G. Mazzini