Rassegna storica del Risorgimento

CLARIZZA GIOVANNI; GIORNALI TRIESTE 1889-1890; < anno <1988>   pagina <461>
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GIOVANNI CLARIZZA E L'INDIPENDENTE DI TRIESTE: LA CRISI DEL 1889
L'irredentismo delle terre di cultura italiana soggette all'Austria-Unghe­ria ebbe sempre a lottare non solo contro la stessa dominazione austriaca ma anche contro il costante rifiuto del Regno d'Italia, dopo la guerra del 1866 e la conquista del Veneto, di rivendicare altri territori agli Asburgo. L'adesione dell'Italia alla strategia politico-militare dei due Imperi germanici, formalizzata nel 1882 con la firma della Triplice Alleanza, poneva in crisi so­prattutto l'irredentismo triestino.1)
Nello stesso torno di tempo in cui in Italia nasceva l'irredentismo pro­priamente detto dei movimenti dell'Avezzana e dell'Imbriani, nel 1877 veniva fondato a Trieste L'Indipendente.2) Appena un anno dopo, nel 1878, la difficile campagna militare austro-ungarica per affermare il protettorato sulla Bosnia-Herzegovina accordato dal Congresso di Berlino vide per la prima volta co­scritti triestini combattere e morire per l'Austria e spinse larghi strati della popolazione triestina ad unirsi insieme in una contestazione tendenzialmente irredentista all'autorità di Vienna. Il Partito Liberal-Nazionale, che dominava il Consiglio Municipale e la Dieta Provinciale, si fece forte del sentimento po­polare, sicché gli anni fino al 1882 videro lo sforzo più deciso e sostenuto per forzare 'la mano al governo di Roma, cercando di operare uno stacco tra Italia ed Austria e favorire la redenzione della Venezia Giulia.3)
Sin dai 1868, anno della fondazione del Partito Liberal-Nazionale e della sua Società del Progresso, la situazione degli italiani di Trieste si presentava ambigua. Il nuovo assetto dualistico della neonata Austria-Ungheria, YAusgle-ìch, garantiva i diritti nazionali a tutti i gruppi soggetti alla monarchia asbur­gica. Era dunque facile giocare sull'equivoco tra nazionalismi contenuti entro la legittimità asburgica e nazionalismi intesi a conseguire la piena indipen­denza statale o la redenzione da parte di un altro Stato. Nel caso triestino gli esponenti politici che rappresentavano gli interessi del gran capitale, le-
Crisi di cui noi riteniamo si debba tenere dovuto conto, ma che alcuni storici hanno voluto impostare sotto una prospettiva meno drammatica, come già il Sestan (ERNESTO SESTAN, L'irredentismo italiano tra II '70 e il '900, nel!1'Annuario 1927-28 del Regio Istituto Magistrale Gino Capponi in Firenze, 1929, pp. 34-46). Recentemente Angelo Ara, riassu­mendo la tesi del Sestan, la ribadisce implicitamente (ANGELO ARA, Ernesto Sestan tra Veneti e Slavi, in Rivista Storica Italiana, a. XCVìIlI, 3, 1986, pp. 757-792).
?) cfr. LEONE VERONESE, L'Indipendente - storia di un giornale, Trieste, 1932, pp. 9-29.
3) Cfr. LEONE VERONESE, Vicende e figure dell'Irredentismo giuliano, Trieste, 1938, pp. 35-39; Io., Ricordi d'Irredentismo, Trieste, 1929, pp. 39, 63-64.