Rassegna storica del Risorgimento

CLARIZZA GIOVANNI; GIORNALI TRIESTE 1889-1890; < anno <1988>   pagina <466>
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John Gatt-Rutier
della salvezza dell'Indipendente stesso, il quale, secondo i miei criteri, trovasi vicino a perdere ogni prestigio ed ogni influenza, il che equivale alla morte del giornale stesso e di conseguenza alla disorganizzazione del partito che rappresenta.
In questa questione maggiore, rrovansi però delle altre questioni di minore entità, come ad esempio, la questione personale dei maltrattamenti fattimi subire dal signor Isidoro dottor Reggio, direttore dell''Indipendente, ma cercherò raffrenare ogni scoppio d'odio perso­nale, sebbene legittimo, per discutere serenamente ed oggettivamente la questione principale, quella cioè, della salvezza dell'Indipendente, che fu sempre solo principio che uniformò tutta la mia azione, come verrò appresso esponendo.
Riengo però mio dovere d'esporre ai miei conscienzienti politici, quale [è] il mio diritto d'elevarmi così d'un tratto a difensore dell'organo del partito liberale di Trieste, ed è perciò che, mio malgrado, devo un momento intrattenere i lettori di me stesso, chiedendone venia, ma è necessario per la dilucidazione della questione stessa.
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Nacqui a Zara, nell'anno 1863. In questo ambiente ove le lotte dei partiti sono aspre e vivacissime, ove le nazionalità italiana e slava vengono in lotta di continuo, cercando quest'ultima di strappare a noi italiani quei diritti stessi sanzionati dalla costituzione, io, giovanetto, cominciai ad assorbire quelle idee liberali, alle quali ora stesso, che ho rinunciato a firmare L'Indipendente, con serena coscienza posso dire che non venni mai meno.
Essendo nell'anno 1888 stati diffusi a Zara ed in altri centri della Dalmazia dei manifesti sovversivi, venni arrestato sotto l'incolpazione che i lettori potranno rilevare dal seguente brano tolto dal mio atto d'accusa.
Giovanni Clarizza da Zara, d'anni 25, vedovo con prole, cattolico, tipografo, per aver in epoca non precisata del mese d'aprile 1888 incaricata la ditta Novelli di Milano di spedire a Spalato pello smercio a Pietro Sartori 100 copie d'un proclama datato dal campo di Sabarguma del 2 aprile 1888 edito a Milano che figura emesso da Johannes Kassa Re dei Re d'Etiopia al popolo d'Italia, e il cui tenore a lui noto, dei capoversi inseriti nella quarta pagina; a) ottavo che principia: Voi avete tre mari e finisce: stessi figli; b) decimoterzo, che comincia colle parole: Ma allora ed ha fine con quelle: Confini naturali; e) decimoquarto, il quale comincia colle parole: La non ostilità e si chiude con quelle: Vostre ferite s'eccita e tenta di sedurre e distaccare violentemente parte dello Stato Austro-Ungarico dal complesso dei paesi che lo compongono e ad attirare contro il medesimo un pericolo dal di fuori alfine appunto di raggiungere tale intento, ma però senza connessione con altra idea criminosa e senza effetto e così commesso il crimine di alto tradimento previsto ai 7, 58 litt e C. P. col duro carcere tra 10 e 20 anni .
Il Clarizza poi è un individuo d'una certa cultura, anzi giudicando dalle sue lettere allegate al processo, lo si deve giudicare quale un uomo il quale abbia ricevuta o siasi procurata da sé una certa educazione letteraria. Egli poi nella sua lettera al Sartori qualifica lo stampato incriminato di poco merito intrinseco, ma di genere bizzarro, d'onde è naturale il conchiudere ch'egli lo avesse letto e che il risultato di tale lettura si fosse il giudizio emmesso. Il tenore poi dello stampato incriminato è chiarissimo. Non furono cioè usate parole di dubbio significato, né lo stato austriaco fu designato da contrassegni che possono eventualmente attagliarsi anche ad altri stati. Qui invece ebbimo nominato espressamente l'Austria, contro la stessa vengono diretti gli eccitamenti onde attirare contro di essa un pericolo dal di fuori, onde staccare violentemente parti componenti il nesso dell'impero austriaco. Una semplice lettura quindi di quello stampato bastava per farne comprendere il tenore eminentemente pericoloso come questo fu compreso dalla persona che segnalava il commercio dello stampato al Gendarme nonché dal medesimo al Bombar-delli. 11 tenore sovversivo di quello stampato non deve essere punto sfuggito all'accusato e quale scienziente quindi ha commesso il reato a lui apposto .
Dopo tre mesi di carcere preventivo venni posto in libertà con voto assolutorio dei giurati di Spalato.
Ritornato in patria, deliberai di allontanarmene, per cause, che i miei lettori di certo,