Rassegna storica del Risorgimento

CLARIZZA GIOVANNI; GIORNALI TRIESTE 1889-1890; < anno <1988>   pagina <471>
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G. Clarizza e VIndipendente 471
col Clarizza e col Luzzatto? Non fu propriamente lui a pregare, anzi a supplicare il Cesare Rossi d'assumere la carica di direttore e di salvare L'Indipendente? Così è; sgraziata* mente, egli mi ha abbandonato! Il Cesari non ha che soli venti anni ma esordisce assai male nella vita pubblica. Avuto soltanto riguardo alla sua giovinezza mi astengo dall'usare contro di lui parole più gravi di biasimo, anzi seguo il grande precetto della religione cristiana e gli perdono!
Non intendo di raccontare per filo e per segno tutte le umiliazioni e tutti i maltrat­tamenti che il signor Isidoro dott, Reggio mi fece soffrire. 11 suo piano era questo, semplice ma loiolesco; non lasciarmi far più nulla nella redazione, gettandomi nell'avvilimento d'una inerzia assoluta, per obbligarmi così a dimettermi, lasciandogli libero il campo. Per lui L'Indipendente era terra grassa da sfruttare, per me fu il Golgota!
Insomma il dott. Reggio intendeva uccidermi a piccole punture. Egli pensava al suo avvenire, io a quello dell'Indipendente. E quando compresi che per salvare L'Indipen­dente conveniva l'azione energica fulminea, ho saputo agire*
Non voglio tediare il lettore di tutti questi atti ingiustificati del Reggio contro di me. Quanti praticavano la redazione ne furono testimoni e all'uopo sapranno dire meglio di me a quale croce mi pose il Reggio, come io sopportai tutto senza ribellarmi, permettendomi appena di lamentarmene in fidati colloqui d'amici.
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Sono giunto così al punto principale della mia accusa contro il dott. Reggio, cioè, la questione amministrativa. Essendo stato, oltre che editore e redattore responsabile, pure amministratore dell'Indipendente, naturalmente è appunto questo il campo, in cui potrei dar battaglia al Reggio, con sicurezza di vittoria. Potrei dimostrare con la eloquenza delle cifre, che si fece sperpero di denari, potrei dimostrare con la nota degli abbonati, che buon numero di questi rinunziavano di rinnovare l'abbonamento dichiarando, che oramai il giornale era tanto mal fatto, da non invitare alla lettura, mentre affermavano che rinnove­rebbero l'abbonamento subito che il giornale fosse meglio redatto, potrei dimostrare che la vendita giornaliera subiva strane oscillazioni. Nei giorni, cioè, in cui qualche grande fatto estero, oppure interno cittadino, destava già da per sé il generale interesse la vendita aumentava, mentre, cessando il fatto, scendeva, il che dimostra, che se il giornale fosse ben redatto, se presentasse giornalmente qualche cosa d'interessante i lettori non mancherebbero di certo.
Ho detto che la questione amministrativa è il campo in cui potrei dar battaglia al Reggio, ed aggiunsi, con sicurezza di vittoria. Sgraziatamente però io non posso render pubblico tutto l'andamento amministrativo del giornale per due buone ragioni. Primieramente perché è una questione di delicatezza; in secondo luogo, perché mi occorrerebbero i libri d'ammi­nistrazione per documentare le mie asserzioni e questi libri io gli ho riconsegnati al signor Edgardo Rascovich. Peraltro se il comitato direttivo dell'Indipendente desidera di riconoscere a fondo questa questione amministrativa, a questo in via privata sono pronto ad esporre dettagliatamente tutta la questione.
Dico soltanto, e lo posso sostenere con le prove, che il giornale L'Indipendente rende tutt'ora, che potrebbe essere attivo, purché venisse assegnata una paga definita al direttore del giornale stesso e non che questi senza alcun controllo possa prelevare denaro a sua volontà e purché più. abile persona lo dirigesse.
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Sempre spinto dal desiderio di salvare L'Indipendente, e, non mi voglio far migliore di quel che sono, inasprito pure dai mail trattamenti del dott. Reggio tentai ancora un mezzo. Mi recai da varie persone che si trovavano alla testa del nostro partito, esposi loro le condizioni tristissime in cui si trovava L'Indipendente, specialmente poi in linea finan­ziaria per lo scialacquare che faceva il dott. Reggio. Supplicai questi signori di porne riparo, consigliando specialmente loro d'indurre l'egregio signor Cesare Rossi ad assumere lui nuovamente la direzione del giornale, perché ritenevo che il Rossi, sebbene a noi avesse recisamente rifiutato di accettare la direzione, officiato da queste ragguardevoli persone