Rassegna storica del Risorgimento

DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno <1989>   pagina <181>
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Stepan S. Dzunkovskij 181
cento un ambiente intellettuale particolarmente recettivo,6' l'approdo del giovane Dzunkovskij a Schelling grazie ai corsi universitari berlinesi veniva incontro come pochi alle necessità del suo spirito. Intorno al 20 marzo 1844 egli, per chiarirsi meglio le idee sul tema della trascendenza, in occasione di una tazza di -the in casa Schelling, sottomise al filosofo tedesco un breve manoscritto con quattro interrogativi che non ammettevano risposte ambigue:
1) Ammettete voi un Dio che ha una totale coscienza di sé e dei propri atti... ed è interamente distinto dall'universo e dalla totalità della materia? In una parola credete voi nel solo Dio cui i cristiani credono da diciotto secoli e che gli Ebrei hanno adorato a partire da Abramo? Sì o no?
2) Ammettete voi l'immortalità dell'anima, nel senso di un essere che ha coscienza di sé dopo la morte, come già prima?
3) Ammettete la divinità di Gesù Cristo? Non nel senso mitico, ipocrita e ridicolo con cui i panteisti la attribuiscono ad ogni uomo, ma nel senso positivo della divinità dello stesso Dio di cui abbiamo parlato sopra, a cui da Chiesa crede da diciotto secoli?
4) Ammettete l'origine divina delle Sacre Scritture, credete cioè che tutte e ciascuna delle sue parti sono ispirate da Dio e hanno forza di legge nel campo della morale e del dogma?
La risposta di Schelling fu pronta, chiara, senza equivoci: dopo aver letto e riletto le quattro domande in presenza di Dzunkovskij, impegnò anzitutto il giovane allievo russo a non rendere pubbliche le sue risposte, salvo il caso eccezionale di dover salvare dal naufragio morale altri uomini; lo invitò quindi a considerare le risposte come il proprio testa­mento filosofico ; in modo esplicito e diciamo pure solenne, infine, Schel­ling risponde sì ... semplicemente e senza alcuna riserva ai tre primi punti, da -lui definiti l'essenza fondamentale della filosofia ; quanto all'ultimo quesito circa l'origine divina della Bibbia, Schelling non si sente di prendere una decisione dal punto di vista filosofico, visto che diversi teologi ed anche i Padri della Chiesa hanno messo in discussione l'Epistola di San Paolo agli Ebrei. In conclusione, giunge a Dzunkovskij una attestazione di fede, frutto di quasi una vita: una esperienza di quarant'anni mi ha dato la prova evidente che, per essere un buon filosofo, bisogna necessariamente essere un buon cristiano.7* Non senza motivo, anni più tardi, nel 1866, appena rientrato in Russia da ortodosso, poteva vantarsi con molta esagerazione di aver condotto Schelling, pa­
tì) D. CYSIEVSKIJ, Hegel bel flèti Slavef cap. Il: Hegel In Russland, Reichenberg, 1934, pp. 245 sgg. Vedi anche: B. JAKOVIJNKG, Ceschichte des Hegellanlsmus In Russland, Praga, 1940, pp. 13 e 204 sgg.
7) Pubbl. da Dzunkovskij il 20 settembre 1854 a Berlino, secondo un ritaglio dell'epoca conservato alla Bibliothèque slave di Meudon, sulla Preussisehe Zeiiung o sulla Notionalzeiiung. Cfr. X. TILLETTE S. J., op, cit,, pp. 521-524.