Rassegna storica del Risorgimento
DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno
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1989
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pagina
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185
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Stepan S. Dzunkovskij 185
a Martynov entrò nel noviziato di StAcheul, alla periferia di Amiens, il 19 settembre 1845, dove fra i superiori vi era il p. Ravignan, grande predicatore e sempre ricercato dai salotti intellettuali di Parigi e di Francia. In noviziato, ormai avanti a lui dì due anni, ritrovò il principe Ivan SergeeviS Gagarin, che lo aveva preceduto negli studi a Berlino, passando poi anch'egli per Roma. Dèunkovskij rimase nel noviziato due anni e nella serie di appunti o zapiski, come chiama il lungo scritto comparso a puntate sul Russkij Invalid fra l'ottobre del 1866 e il febbraio del 1867, egli offre una visione polemica dell'esperienza compiuta nella massima istituzione formativa dei Gesuiti di Francia.
Rifiutato il suggerimento, avanzato dal p. Ravignan, di rimanere cattolico e Gesuita solo copertamente , conservando così il proprio patrimonio e il diritto di rientrare in Russia per agire anche e soprattutto in patria, il Dzunkovskij seguì il corso degli studi secondo le cadenze e le regole stabilite da Ignazio di Loyola; per il lettore russo esse erano una novità e Dzunkovskij le descrive minutamente: il noviziato di due anni, di cui polemicamente sottolinea lo scopo principale era quello di distruggere la coscienza e nel farne una eco passiva dell'Ordine ; lo scolasticato secondo grado della istruzione per il quale il russo individua uno scopo visibile, senz'altro profondo che era l'insegnamento perfettamente sistematico e pratico della filosofia e soprattutto della teologia ; l'altro obbiettivo, quello invisibile era la casistica la quale non soltanto riesce a soffocare definitivamente la coscienza, ma insegna a soffocare anche quella degli altri; seguiva infine la cosiddetta terza probazione in cui, secondo l'indole, la specifica preparazione in sede scientifica, culturale e spirituale di ciascuno, venivano formati gii uomini indirizzati ad agire nella società, cui si mescolavano gli uomini destinati a lavorare per gli scopi dei Gesuiti e della teocrazia universale romana. Di qui la conclusione ovvia di questo primo articolo di Dzunkovskij (apparentemente obbiettivo, ma in realtà tendenzioso e polemico): ... lo Stato renderà un servigio a sé stesso ed anche ai Gesuiti di ogni genere, se ostacolerà la loro attività e se distruggerà il loro Ordine. Ciò che essi hanno di buono, rimarrà anche senza di loro.14)
Significativamente, Dzunkovskij non esita a sottolineare come proprio a St. Acheul fu preparata la ricostituzione dell'Ordine dei Gesuiti, ad opera di Pio VII nel 1815 grazie agli elementi e alle tradizioni , conservate in Russia dai Gesuiti. Per lui, Caterina II e Paolo I sulla linea inaugurata proprio da Pietro il Grande nel HOó,15* * pel proteggere i Gesuiti allo scopo di trarne vantaggio per la Russia , commisero un errore, che fu compreso da Alessandro I: nel trovarsi in mano l'educazione dell'alta nobiltà russa,.
M) ivi, p. 6.
iS) Cfr. A. TAMBORRA, Russia e Santa Sede all'epoca di Pietro il Grande, in Archivio Storico Italiano, 1959, pp. 545, rist. in A. T., Studi storici sull'Europa orientale, Roma, 1986, pp. 161-197. Il 20-31 ottobre 1706 Pietro faceva comunicare al pontefice Clemente XI il consenso all'esercizio del culto cattolico in Russia, all'erezione di una chiesa in pietra e a istituire florentissimum informatimi seholarum gymnasium ad ero* diendum praecipue procerum nostrorum juventutem , oltre che la libertà di passaggio per i missionari diretti in Cina.