Rassegna storica del Risorgimento
DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno
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1989
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pagina
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190
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Angelo Tamborra
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Conosciuto a Parigi come l' abbé Etienne e ormai libero e sollevato dalla rigida disciplina dei Gesuiti, Dzunkovskij la cui uscita dall'Ordine era stata vista con rammarico dai generale Roothaan non interruppe i rapporti con superiori e confratelli specie i padri Martynov, Balabin, Astro-mov, Fouillot, il suo maestro al noviziato de Lehen ed altid. Ma ormai seguiva la sua strada come sacerdote secolare, dedicandosi all'apostolato e alla cura d'anime con centro la chiesa di Sainte-Geneviève, presso il Pantheon. Con una attività senza respiro si prodiga in tutte le direzioni nella quale forse si deve riconoscere una eco, in forma cattolica, di quello stesso populismo o andata nel popolo di cui certo non gli era mancato l'esempio dalla Russia: confraternite per i ciechi, per gli orfanelli, società di beneficenza, una missione per gli operai tessili alla periferia di Parigi, una Oeuvre des Allemands non lungi da Sainte-Ceneviève lo vedono animatore e protagonista, con spiccato impegno appunto populista a favore dei poveri e dei derelitti. In breve, diviene molto conosciuto e popolare, anche presso gli stranieri, predicando egli oltre che in francese anche in tedesco.
Di pari passo Dzunkovskij avvia un'ampia e articolata attività pubblicistica, collaborando a L'Ami de la Religion, a L'Vnivers, a La Voix de la Vérité fra il 1852 e il 1854.2S> Al centro dei suoi interessi sono i problemi del mondo slavo, la situazione della ortodossia e, in primo luogo, quel problema dell'unione delle Chiese che dal 1843 in avanti aveva guidato i suoi passi verso Roma. Proprio a quest'ultimo argomento, così vivo nella coscienza dei cattolici e particolarmente in Francia, a partire dalle Litterae ad Orientales di Pio IX del 6 gennaio 1848 con cui il pontefice li invitava all'unione con Roma, Stepan Dzunkovskij dedica una serie di articoli su L'Ami de la Religion nella primavera del 1853.
Animato da ideali cattolico-conservatori, questo periodico lungo l'arco della sua intera esistenza (1814-1861) possiede una forte caratterizzazione religiosa: Sa force, le secret de sa durée, la source de sa permanence résident dans les intérèts sacrés, dans la cause sainte dont il est le défen-seur dévoué et convaincu et dans l'auxiliaire puissant qu'apportent à sa faiblesse la bienveillance des maitres de la doctrine et les concours géné-raux des champions les plus éprouvés de l'Église et de la société...*Q E fra questi campioni in quel momento vi era anche Dzunkovskij.
Vari sono i motivi che devono indurre i cattolici agli occhi di Dzunkovskij e, dunque, della rivista a lavorare con grande impegno per il ritorno della Russia ortodossa all'unità con Roma.
Anzitutto, le tendenze verso l'indebolimento della fede e lo scadimento dei costumi, ne peuvent que s'aggraver par le retard de la conversion: solo diventando cattolica la Russia avrà toutes les facilités dans sa lutte contre l'anarchie, l'impiété et l'immoralité . In presenza poi dell' état agressif du schisine, sottolineato da conversioni in massa, coattive, come quella del 1839 contro cui Gregorio XVI ebbe a protestare pubblicamente,
25) X. TlLLETTE S. J., Op. CÌt p. 628.
a L'Ami de la Religion, voi. 115, aprile 1850, p. I.