Rassegna storica del Risorgimento

DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno <1989>   pagina <193>
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Stepan S. Dhmkovskij 193
interessi religiosi e politici . Questo specie dal momento in cui lo zar Nicola I nell'attaccare l'Impero ottomano occupando i Principati danubiani, nel suo proclama non esitava a presentare questo atto come una difesa della religione, naturalmente quella ortodossa.33* Proprio per questo e sempre sotto il rapporto religioso le preoccupazioni della Santa Sede erano notevoli; di conseguenza, anche su sollecitazioni del Ministro degli Esteri francese Drouyn de Lhuys essa vide in una mediazione austriaca l'unico mezzo per veder tutelati gli interessi cattolici : purtroppo la Russia è il pàù formidabile nemico che abbia la Chiesa cattolica , ebbe a scrivere il Nunzio a Vienna Viale Prelà al card. Antonelli il 6 agosto 1853.34)
Eppure, nonostante questa posizione di fondo che non verrà mai smessa, la diplomazia zarista era stata abile nel cercare dì legare a sé la Sede Apostolica specie in vista delle trattative di mediazione di Vienna. Ma, nonostante una insidiosa lettera di Nicola I a Pio IX del 5-17 novem­bre 1853 nella quale lo zar si diceva estraneo à toute idée de rivalité religieuse per dedicarsi à la garantie des intéréts du christianisme et de l*humanité il pontefice fu ben fermo nel replicare il 27 febbraio 1854 che i suoi sacri doveri gli imponevano di sostenere e proteggere esclusivamente i principi cattolici.35*
Ai primi inizi della crisi d'Oriente, aveva visto la luce a Mosca in russo, con due edizioni, nel 1852 e nel 1853, un breve saggio dal titolo Slovo hot. pravoslavija Rimskomu katolicestvu. Esso era dovuto a quel Andrej Nikolaevic Murav'év (1806-1874), vice procuratore del Santo Sinodo che si è visto aveva soggiornato a lungo a Roma nel 1845. Alla edizione russa fece subito seguito la traduzione in greco, in polacco ed in francese. A Parigi, con la traduzione di Alexandre Popovitski, l'opera fu pubblicata nel 1853 sotto il titolo: Question d'Orient et d'Occident, Paróle de l'orthodoxie catholique au catholicisme romain. (Insieme ad una rac­colta di lettere ed altri scritti, tale traduzione francese fu ripubblicata a Mosca nel 1856 sotto il titolo complessivo, di notevole significato in quel momento, di Question religieuse d'Orient et d'Occident).
La veste ufficiale dell'autore, il Murav'év, vice procuratore del Santo Sinodo, il momento in cui tale operetta venne alla luce e le diverse traduzioni sono tutti fatti altamente .indicativi. In particolare le traduzioni significavano che la Parole dell'ortodossia era rivolta sia al mondo orientale che aveva come centro Costantinopoli, sia al forte e combattivo cattolicesimo polacco contro cui il Santo Sinodo e il governo russo mantenevano in piedi, da anni, una dura azione di erosione o, diciamo così, di contenimento, sia verso la Sede di Roma e gli ambienti cattolici dell'Occidente: una triplice direzione di propaganda o di affermazione dottrinale che faceva sentire in pieno al patriarcato di Costantinopoli la solidarietà della Chiesa ortodossa russa.
L'opuscolo del Murav'év era troppo importante perché potesse, a
33) A. MARTINI S. J., La S. Sede e la questione d'Oriente negli anni 1853-56, in Civiltà Cattolica, 1958, I, p. 594.
34) ivi, p. 596.
35) A. MARTINI S. J., La Santa Sede e la questione d'Oriente dalla crisi alta guerra, in Civiltà Cattolica, 1958, II, pp. 153-156.