Rassegna storica del Risorgimento
DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno
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1989
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pagina
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200
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Angelo Tamborra
ricalcando così recenti documenti pontifici, dalle Litterae ad Orientates del 6 gennaio 1848 alla allocuzione tenuta da Pio IX nel concistoro segreto del 19 dicembre 1853. Va qui ricordato in particolare quest'ultimo documento in cui, rinnovato l'invito ai cristiani ortodossi separati perché ritornino alla comunione con Roma, conferma per gli Orientali uniti a Roma la proibizione, già emessa dai predecessori, di abbandonare il rito orientale se non dopo aver ottenuto il consenso del Sommo Pontefice : essi sapevano che la sposa immacolata del Cristo si distingue per una ammirabile varietà che non nuoce all'unità, che la Chiesa non è rinchiusa nei limiti di nessuna regione, abbraccia tutti i popoli, tutte le nazioni, tutte le razze che essa alimenta con l'unità della fede e col consenso, quale che sia la diversità dei costumi, delle lingue e dei riti approvati dalla Chiesa romana, di tutte madre e maestra .41>
Con questo documento Pio IX vuole solennemente sottolineare la differenza della Chiesa di Roma rispetto alle Chiese ortodosse, che possiedono una forte impronta e caratterizzazione nazionale, tanto che il latino stesso appare come un indice sia pure esteriore di universalità. La Chiesa di Roma, conclude non senza ragione il p. Taparelli nella confutazione del Murav'év, per questo suo atteggiamento liberale si attendeva almeno un regime di reciprocità: Puisque l'Église romaine, mère et maitresse de toutes les Églises, n'impose pas aux Orientaux l'usage de la langue latine, puisqu'elle leur laisse la liberto de conserver leurs rites, leurs lithurgies, il nous sembre-t il qu'elle a bien le droit de revendiquer pour elle-mème la liberté dont elle laisse jouir les autres (p. 119).
Un altro argomento ohe stranamente non viene neppure toccato dal p. Taparelli è il problema teologico, oggetto di disputa secolare, del FUioque: non una parola su di esso, mentre il Murav'év, nel fare appello al Tractatus de Spiritu Sancto di Feofan Brokopovic* ed alla autorità dell'anglicano William Palmer, in quel momento ancora di così larghe simpatie ortodosse, respinge nel modo più netto l'aggiunta latina al Credo, secondo la quale lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio (p. 55). Parimenti in piena polemica si è quando il Murav'év, nelTinterpretare la dottrina secolare della Chiesa ortodossa, respinge il primato non solo d'onore ma anche di giurisdizione del Sommo Pontefice, da questi trasformato m sovranità su tutta la Chiesa mentre il Taparelli d'Azeglio facendo ricorso ai testi dei Padri della Chiesa latina e greca rivendica per il pontefice romano tale primato.
Come, infine, in quel momento la questione dei Luoghi Santi che è stata l'origine sia pure occasionale della crisi dell'Oriente e della guerra di Crimea, continua a rappresentare un notevole elemento di discordia, lo scrittore russo ne dà colpa naturalmente agli Occidentali: sono
*0 Sanctissimi Domini Nostri Pit, divina providentia Papae IX allocutlo habita in consistono secreto die XIX decembris MDCCCUU, Romae MDCCCL1II. Sulle Litterae ad Orientates del 1848 vedi: A. TAMBORRA, Pio IX, le Litterae agli Orientali In suprema Petti Apostoli Seder del 1848 e il mondo ortodosso, in Rassegna storica del Risorgimento, 1969, III, pp. 359-367.