Rassegna storica del Risorgimento
DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno
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1989
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pagina
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Angelo Tamborra
coscienze: per secoli, dalla metà del '400 in poi, individuato nel Turco accampato nel cuore del continente, con l'esaurirsi del potere ottomano e la sua crisi sempre più visibile, ora per Oriente tout court si intende la Russia zarista, autocratica ed ortodossa. La sua spinta espansiva verso l'Europa danubiano-balcanica si ammanta di motivi ideologici quali la solidarietà di razza o religione con i cristiani ortodossi dei Balcani, mentre un nazionalismo sempre più esasperato trova nelle formule dell'onnipotente ministro della Pubblica Istruzione Uvarov ortodossia, autocrazia, nazionalità il mezzo per esprimere il fondamento vero del potere zarista.
Se in Russia spetta alle correnti slavofilè, e poi passo passo divenute panslaviste, la responsabilità di essere all'avanguardia in queste concezioni di contrapposizione e di contrasto ideologico, nell'Occidente dell'Europa la palma va data al Secondo Impero ed al regime clericale che lo sostiene ed esalta.
Il punto più alto dell'alleanza, di certo matrimonio di convenienza fra il trono del terzo Napoleone che come ha ben messo in luce Franco Valsecchi, sente intimamente la missione di ripercorrere le orme del primo e l'altare della Chiesa di Francia, viene raggiunto all'epoca della crisi d'Oriente.
La questione dei Luoghi Santi e la successiva guerra di Crimea agli occhi del clero francese assumono 'ben presto un aspetto di crociata . Napoleone III che ha più che mai bisogno dell'appoggio clericale alla sua recente investitura imperiale avverte tutti i vantaggi di questa contaminazione anche in vista della condotta della guerra e per galvanizzare l'impegno delle sue truppe. Così non esita ad inviare cappellani all'esercito di Crimea ed una immagine della Vergine alla flotta del Mar Nero. I vescovi non si contentano di vedere in lui il nuovo Costantino, ma il San Luigi redivivo. I risultati non si faranno attendere se nelle elezioni del 1857 il clero abbandonerà i legittimisti, persino nelle regioni dell'Ovest; quando Napoleone III nel 1858 si reca in visita in Bretagna, il vescovo mons. Brassais Saint-Marc, giusto in seguito all'impegno nella guerra di Crimea, lo esalta pubblicamente come de tous les monarques depuis Saint-Louis le plus devoué à l'Église et à son oeuvre de civilisation et de progrés .42)
Del resto, nel corso della guerra di Crimea i maggiori esponenti dell'episcopato francese avevano espresso la loro adesione alla politica dell'imperatore e, soprattutto, non avevano esitato a dare un particolare significato religioso e messianico all'impegno armato della Francia, nel momento stesso in cui indicevano preghiere pubbliche per il successo delle armi francesi.
Cosi, se mons. Du Pont, cardinale arcivescovo di Bourges, nel suo mandement... qui ordonne des prières pour le succès de nos arrnes en Orient* evita ogni accenno di carattere politico, ben esplicito è monsi-
42) A. DANSETTE, Jlistoire religieuse de la Brattee contemporalne. De la Revolution à la Iirtme République, Parigi, 1948, p. 377.
43) AS.V., Segreterìa di Stato, Nunziatura a Parigi, Busta 248, fase. 3.