Rassegna storica del Risorgimento

DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno <1989>   pagina <204>
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Angelo Tamborra
sive, ritiene di scorgere in Oriente, nell'ambito del mondo ortodosso, diversi sintomi di ritorno all'unità, mentre odi e pregiudizi tendono a placarsi (cosa che per la verità era ben lungi da corrispondere alla realtà). Tutto questo processo sarebbe interrotto, ces symptòmes seront étouffés si l'influence moscovite continue et surtout elle grandit. L'influence de l'Occident, au contraire, les favoriserait et les conduirait à l'unite véritable .
Questa unità non è minacciata od ostacolata, oggi, continua il presule, dall'islamismo come secoli fa: disons-Ie, c'est le césarisme moscovite, avec ses prétentions, avec son fanatisme. Rien ne menace I'Église de Dieu comme les développements de certe puissance, déjà trop colossale. Anche se le apparenze sono contrarie ed è facile ai russi, nella loro propaganda, di accusare gli occidentali di colpevole collusione con gli infedeli, cioè i Turchi musulmani; il Sibour respinge questa interpretazione, affermando che questa alleanza non è altro che una diga aux progrès menacants dont il est temps d'arréter la marche.
Infine, ultimo argomento sempre di natura religiosa, vi è la condizione che viene riservata, in Russia, ai cattolici polacchi o ai ruteni uniati, molti dei quali sono costretti a ricercare e difendere sulle vie dell'esilio la propria libertà religiosa: Il y a dans le Nord des nations martirisées; il y a des Églises entières dont la foi a été violemment étouffée; du fond des deserts glacés de la Sibèrie des anilliers de voix s'élèvent chaque jours vers le ciel; sur tous les chemins de l'exil on rencontre des victimes de cette inexorable persécution . Tuttavia, come conclusione, nell'invitare a pregare per l'Imperatore e per l'esercito, nel benedire les drapeaux de la France et les signes glorieux de nos victoires l'aspirazione ultima rimane la pace: ... ministre de la paix, c'est la paix surtout que nous désirons comme résultat de la guerre... .
Queste prese di posizione dell'episcopato francese e in genere della pubblica opinione, a cominciare da quelle dell'autorevole Revue des Deux Mondes che parla di ristabilire la juste prépondérance du christianisme dans l'Orient, non potevano essere passate sotto silenzio da esponenti qualificati del mondo religioso ed ecclesiastico russo. La collusione in atto da secoli fra zarismo e religione ortodossa, la subordinazione della Chiesa allo Stato autocratico sin dall'epoca di Pietro il Grande, i fini stessi di espansione politico-territoriale o di influenza dell'Impero russo fatti propri dalla Chiesa, le stesse impostazioni ideologiche e di propa­ganda messe innanzi in questo medesimo senso dalle correnti slavafile attraverso gli scritti di Kireevskij e Chomjakov, di Tjutéev e di Aksakov o più tardi del Comitato slavo di Beneficenza;46) tutto questo ed altro ancora, ben conosciuto in Occidente, stava a dimostrare che la collusione tra sacro e profano, fra interessi temporali dello zarismo ed esigenze spirituali e religiose della Chiesa ortodossa russa, se non giustificavano, certo rendevano comprensibile l'identica collusione che si nota in Francia.
La risposta dell'ortodossia russa, dunque, non poteva mancare ed
46) Cfr. W. GIUSTI, Slavofili e cattolici In Russia. Annotazioni a proposito di /. S. Oagarin, in Annoti dell'Istituto Universitario Orientale, Sez. slava, VII, 1964, p. 71 sgg.