Rassegna storica del Risorgimento

DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno <1989>   pagina <208>
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Angelo Tamborra
pubblica e dai giornali più autorevoli si estendono agli esponenti più qualificati dell'episcopato francese: agli inizi del 1854, toujours remuant et agite, infatigable et irréprehensible, prèt à transporter les montagnes, il est parti pour Rome. Il se sent l'àme d'un prophète et d'un réformateur, et il veut suivre sa vocation de reconciliateur des Églises.50* Difatti, il 29 gennaio 1854 egli viene ricevuto da Pio IX al quale propone un progetto di riorganizzazione della Chiesa cattolica, in cui suggerisce l'abolizione del celibato ecclesiastico, quale mezzo per rimuovere uno degli ostacoli all'unione con gli ortodossi. Il pontefice deve essere stato colpito dalle indubbie qualità dell'uomo e con tratto paterno seppe moderare la sua impazienza o meglio esaltazione. Per utilizzarne le energie gli conferì il titolo di missionario apostolico , incaricandolo di una missione presso l'imperatore d'Austria, di recarsi poi in Westfalia per erigervi la diocesi di Osnabriick e, quindi, a Londra a organizzarvi una parrocchia cattolica per gli stranieri.
Di particolare interesse e significato è l'incontro a Vienna con un eminente prelato russo l'archimandrita Porfirij Uspen'skij (1804-1885). Tipico esponente del monachesimo colto, per due anni dall'ottobre del 1842 all'ottobre del 1844 era stato cappellano della chiesa ortodossa presso l'ambasciata russa, familiarizzandosi con l'Occidente cristiano; nel novembre del 1844 il Santo Sinodo su sollecitazione del ministro degli Esteri conte Nesselrode lo inviò a Gerusalemme in veste di pellegrino (poklonnik), ma con l'obbligo di ricevere istruzioni e di riferire direttamente all'inca­ricato d'affari russo a Costantinopoli V. P. Titov. Questo pellegrino pieno di segreti come scrive Igor Smolitsch fu posto così al centro di intrighi e interessi diplomatici.51) Tornato a Pietroburgo nel 1846, rientrò a Gerusalemme con altri due pellegrini nel 1848, rimanendovi sino al maggio del 1854. In viaggio verso la Russia, fece sosta a Roma dove il 7 luglio fu ricevuto da Pio IX e poi dal card. Antonelli. L'incontro fu molto cordiale e, a parte un accenno di Pio IX a certe difficoltà create per il vescovo cattolico di Cherson, trovò il suo nucleo di intesa sul problema dell'unione delle 'Chiese: la mia unica felicità è l'unificazione delle Chiese in Gesù Cristo , sottolineò il pontefice; a lui Porfirij Uspen'skij rispose: Noi ogni giorno preghiamo per il benessere delle Chiese di Dio e per la loro unità in Cristo Gesù .
'Più politico fu il colloquio con il card. Antonelli, che sottolineò l'inu­tilità della guerra contro i Turchi: se costretti alla guerra, fanno con­cessioni ma poi appena conclusa la pace, la vecchia oppressione ricomincia . E Porfirij, di rimando, ne rilevò invece qualche vantaggio per i cristiani orientali : ... io lo aspetto, in quanto credo che Dio predestinò la Russia per liberare tutto l'Oriente dal giogo ottomano .
A Vienna Porfirij Uspen'skij incontrò Dzunkovskij il nostro
a X. TELLETTE S. J., op. cit., p. 529.
51) I. SMOLITSCH, Zur Geschichte der Bezìehungen zwischen der russischen Kirche und den orthodoxen Osten. Die russische kirchllche Mission in Jerusalem (1847-1914), in Ostkirchliche Studiati, 1956, pp. 33-118.