Rassegna storica del Risorgimento

DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno <1989>   pagina <214>
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Angelo Tamborra
Robert Streit O.M.I. nel complesso il lavoro è condotto con molta super* ficìalità, mentre manca del tutto l'indicazione delle fonti .63> Comunque sia, si tratta di un lavoro enorme, iniziato a Firenze e proseguito in Germania, ohe per l'epoca presentava non poche novità.
Questo impegno di studio, se non proprio scientifico, non alleviò la sua condizione di esiliato, di deraciné : l'exilé aveva ammonito Laonennais partout est seul . Così l'isolamento morale, le pressanti ristrettezze economiche al limite dell'indigenza, il fatto di sentirsi in sostanza abbandonato da tutti e, in particolare, da una Chiesa in nome della quale si era prodigato sino allo stremo delle forze; il senso, infine, di appartenere pur sempre a quella Russia e al mondo slavo cui dall'esilio aveva sempre guardato con nostalgia e in vista dell'unione delle Chiese, tutto questo indusse Diunkovskij a ricongiungersi alle sue più profonde e ancestrali radici religiose, quelle dell'ortodossia russa. Il 7 settembre 1865 egli si aprì per lettera con l'arciprete della Chiesa ortodossa di Stoccarda, Ivan Bazarov: Lo scopo unitario delle mie peregrinazioni, meditazioni e preghiera è stata una nuova analisi delle convinzioni che nel 1845 mi indussero ad abbandonare la Chiesa ortodossa... E adesso, venti anni di esperienza ecclesiastica e un nuovo convincimento... mi inducono a ritornare nel grembo della Chiesa ortodossa, che io abbandonai in gioventù senza sufficiente motivo.64)
Pochi mesi più tardi, nel gennaio 1866, Bazarov lo accoglie nella comunione ortodossa; contemporaneamente, lo zar Alessandro II reintegra Disunkovskij nei diritti civili, gli fa restituire i beni confiscati e lo autorizza a rientrare a Pietroburgo.
Poiché egli era molto conosciuto in Europa, specie fra -gli esuli russi e grazie all'attività pubblicistica, il fatto provocò sensazione. Particolarmente ironico fu il commento di un uomo dalla forte tempra morale, il rivolu­zionario Aleksandr I. Herzen, capo del movimento populista di Zemlja i
43) R. STREIT, OM.L, Bibliotheca Missiomim, voi. I, Miinster 1916, pp. 649-650.
64) i. BAZAROV, S. S. Dzunkovskij ì ego vosvraSóenie v pravoslavìe (S. S. Dz. e il suo ritorno nell'ortodossia), in Pravoslavnoe Obozrenie {Rassegna ortodossa), 1966, t. XIX, P. 441.
L'arciprete Bazarov era una personalità di un certo rilievo e doveva la sua posizione anche al fatto che la granduchessa Olga Nikolaevna era divenuta prima principessa ereditaria e poi regina del Wùrttemberg. Olga Nikolaevna era in rapporto con August Freiherr von Haxthausen (1792-1866), il grande indagatore della situazione agraria, politica e religiosa russa nella prima metà dell'Ottocento, iln presenza delle idee del barone renano circa la necessità, per la Russia, di giungere all'unione con Roma e alla conseguente azione pratica nei suoi contatti con esponenti cattolici e ortodossi, la granduchessa volle approfondire il problema e invitò Bazarov a prendere contatto con Haxthausen; ebbe cosi inizio una lunga corrispondenza, di particolare interesse per i rapporti fra cattolici e ortodossi, fra il settembre del 1854 e il gennaio del 1856, nel clima di tensioni apertesi con la crisi d'Oriente e la guerra di Crimea. <I. BAZAROV, PO voprosu o soedineniì tserkvi Vostoónoi i ZapadnoL Perepiska protoiereja 1. Bazarova s baronom Gaxstgausenom (Sul problema della unione delle Chiese d'Oriente e di Occidente), in Ctenija v Obscestve Ljubitelei Duchovnago ProsveSSenija, Mosca, 1887, voi. 9*, pp. 149-199).