Rassegna storica del Risorgimento
DZUNKOVSKIJ STEPAN STEPANOVIC
anno
<
1989
>
pagina
<
216
>
216
Angelo Tamborra
col Migne. Adesso, nell' Enciclica si dilunga in un coup d'oeuil com-paratif du papisme romain et de l'orthodoxie catholique e si conclude con una confessione, quella stessa espressa il 7 settembre 1865 all'arciprete I. Bazarov: avouer que je me suis trompé en quittant l'Église orthodoxe, et abandonner l'Église romaine pour rentrer dans le sein de la tendre mère que je n'aurai jamais du quitter. Di qui l'esortazione ultima al clero e ai fedeli della Prefettura apostolica Polo Artico di diventare ortodossi, c'est-à-dire véritablement catholiques . E come l'unità della Chiesa rimane sempre al centro delle sue aspirazioni e pensieri, dès que Rome sera détruite, la possibilité, la facilité méme de l'union de l'Occident et de l'Orient et de toutes les Églises et sectes, sera un fait accompli.
(Rientrato, dunque, nella sua Chiesa originaria, Dzunkovskij si prodiga nelle polemiche e nell'attestazione di appartenenza alla vera fede. Ma avrà poco da vivere e a soli 49 anni, logorato da malattie e da angosce religiose e spirituali che avevano fatto da contrappunto alla sua intera esistenza tormentata, chiude gli occhi a Pietroburgo il 25 febbraio 1870.66)
Personaggio interamente, profondamente russo negli eccessi e nelle passioni, nel disinteresse personale e nel dare tutto se stesso tra le miserie di Parigi come fra le nevi dell'Artico, solo la penna di Dostoevskij avrebbe potuto restituircelo col suo dramma umano. Ma la sua dimensione essenziale rimane quella religiosa, con un unico incrollabile punto di riferimento: Vunità, viva e sofferta, della Chiesa universale.
ANGELO TAMBORRA
66) s. BLÒNDAL, Hver var Djimki? (Chi era Dzunkovskij?), in Frón, Reykjavik, dicembre 1944, pp, 196-205.