Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI STORIA 1848; PALADINO GIUSEPPE; STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1989>   pagina <219>
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I G. Paladino storico del 1848 napoletano 219
e/o condizionata dalle passioni di parte e dalle ideologie risorgimentali e post-risorgimentali.
Quella sorte di storiografia epica dei vari Nisco, Montanelli, La Fa­rina, protagonisti a diverso titolo delle giornate della indipendenza, aveva già fatto era fin d'allora noto il suo tempo e segnava il passo, mentre si manifestava ora l'urgenza di andare oltre il mito. Bisognava pertanto sfrondare il bagaglio leggendario della retorica romantica , come soleva ripetere al riguardo Giuseppe De Blasiis, primo titolare della cattedra di storia moderna dell'Università di Napoli italiana.4) Era giunto insomma il momento di guardare con adeguato senso critico al nodo della recente storia dell'Unità del nostro Paese, mentre gli esponenti più critici nel sistemare e rivendicare uno statuto scientifico a quegli avvenimenti, parlavano di revisione della vulgata liberal-patriottica. In questo clima di riesame , secondo verità e giustizia , per riprendere il concetto del Fortunato, ispiratore di questa riconsiderazione, il porro unum necessarium era vedere e capire, per questi studiosi, secondo la nuda verità dei fatti e con equanime ponderazione l'opera dei Borboni e la loro politica nel corso del mezzo secolo pre-unitario. Ma una simile premessa positivistica, già ingenua in partenza, avrebbe portato alle estreme conseguenze, col pregiudicare lo vedremo l'impianto analitico realizzato dal Paladino. Il suo metodo rigorosamente obiettivo come ci teneva a presentarlo nell'indagare la verità si richiamava alle tematiche, allora non del tutto superate, della filologia pura nella quale carismatica era la presenza di Alessandro Luzio ; questo mentre si andava affermando con ben diversa attrezzatura la scuola economico-giuridica, la quale, fondandosi su altri codici metodologici, avrebbe svecchiato non poco i nostri storici, pur tra numerose obiezioni e altrettanto vivaci scontri accademici.5)
Era questo inoltre il clima nel quale nasceva, si era nel 1917, la Nuova Rivista Storica, che, voluta da Corrado Barbagallo e da un gruppo di agguerriti giovani intellettuali (A. Anzilotti, E. Rota, G. Porzio), tentava di affermare il suo anticonformismo critico nei confronti dell'idealismo crociano allora vincente nella cultura italiana.6) Ed è da ricordare che proprio su questa testata comparvero dapprima i saggi del Paladino sul 1848 e la guerra italiana, che daranno vita poi al volume del '21. Legata all'impostazione fattografica di stretta osservanza positivistica, l'offensiva del Paladino sarebbe andata fino in fondo alla propria posizione di par­tenza, incorrendo nel difetto della sua qualità come ha scritto giusta­mente un suo attento biografo, il Ramagli, nel ricostruirne le vicende
4) L. PARENTE, art. clt., p. 423 sgg.; ed ancora N, CORTESE, 7/ Mezzogiorno e le origini del Risorgimento (1942), ora in la, // Mezzogiorno ed il Risorgimento italiano, Napoli, 1965.
5) Per il dibattito metodologico della storiografìa fra fine Ottocento-principi Nove­cento valgono ancora le considerazioni di B. CROCE, Storia della storiografìa italiana, cit., M, particolarmente a partire da p. 129 sgg.
6) Sulla Nuova Rivista Storica si v. la puntuale ricostruzione fatta da A. CASALI, Storici italiani fra due guerre. La Nuova Rivista Storica (1917-1943), Napoli, 1980.