Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI STORIA 1848; PALADINO GIUSEPPE; STORIOGRAFIA ITALIA
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1989
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Luigi Parente
linea storiografica fortunatiana, intrisa dell'iridescenza dell'intelletto e dello spirito del venerando uomo , -Si era passati infine alla riproposta senza mediazione critica di una vieta tesi pedantesca p* che al di là dei fatti non riusciva a vedere l'insieme dei problemi che muovono la vita sociale e politica degli uomini...
Sì, il documento aggiungiamo va bene, ma esso rinvia ad un'adeguata riflessione critica per operare il giusto inquadramento degli attori con le loro differenti posizioni, senza dare invece assoluto rilievo alla condicio sine qua non di ogni lavoro di analisi storica, la scelta dei dati di fatto. Oggi noi parleremmo dell'indispensabilità del contesto socio-politico, e difatti non a caso dal discorso del Paladino è espunto, per fare un esempio, qualsiasi riferimento al processo sociale delle idee, tutto subalterno com'è l'A. al culto del Dio-documento con un'acribia-acrisia da 'fanatico dell'empirismo puro, rivolto alla sola dimensione fattografica. È come per quel personaggio di Tempi difficili di Dickens che teorizzava: Ciò che esigo sono i Fatti... La vita ha bisogno unicamente di Fatti . E così al posto del processo storico nelle sue varie e diverse espressioni di realtà sociale e politica .rimane la totalizzante historia rerum gestarum.
Si assiste insomma al trionfo della storia antiquaria , per riprendere un concetto del Nietzsche della seconda delle Considerazioni inattuali, quella Sull'utilità e il danno della storia per la vita del 1874. Per la quale concezione secondo il filosofo tedesco , la furia collezionista dell'avvenimento è patologica, e dell'assolutamente registrato si fa l'unico strumento euristico possibile, e non lo si considera invece un elemento tra gli altri elementi. Ma senza la riflessione critica, purtroppo l'indagine erudita rimane fine a se stessa e perde qualsiasi pregnanza analitica.
2. Dopo un quindicennio di lavoro dedicato quasi interamente a saggi e/o rievocazioni di storia erudita lucana, come Brani inediti delle Memorie di Luigi La Vista, del 1918, oppure Garibaldi e la Basilicata, dell'anno successivo, oppure La Badia di S. Angelo al Raparo, dello stesso anno, nasce e si afferma nel Paladino l'interesse verso la storia politica meridionale dell'Ottocento e in specie sul nodo del 1848.
All'* anno mirabile sarà dedicata una intera trilogia di monografie, comprendente La rivoluzione napoletana nel 1848 (Milano, 1914), Il quindici maggio del 1848 in Napoli (Milano-Napoli, 1920) ed infine II governo napoletano e la guerra del 1848 (Milano-Roma, 1921), interventi significativi, sollecitanti qualche particolare considerazione al riguardo. Tra i momenti più interessanti e politicamente rilevanti dell'Ottocento borbonico è senz'altro il 1848 con i numerosi problemi annessi (politici, sociali, economici, istituzionali).14* Ma va detto subito che della primavera del popolo meridionale quello che maggiormente interessa lo studioso lucano è l'aspetto
m fri, p, 564.
M) Per tutti clr. A. LEPRE, Storia del Mezzogiorno nel Risorgimento, Roma 1969; Bulla società meridionale pre-'48 si v. L. PARENTE, Staio e contadini nel Mezzogiorno d'Italia tra il 1830 e il 1848, in Cahters Inter nationaux d'Hìstoire Économique et Sociale 1981, n. 13, pp, 5-64, e la bibliografia ivi allegata.