Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI STORIA 1848; PALADINO GIUSEPPE; STORIOGRAFIA ITALIA
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1989
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Luigi Parente
incertezze e improvvisi cangiamenti politici; ognuno si trova compreso tra le antitesi più. imbarazzanti, che d'ora in ora gli eventi creano intorno alla loro opera, sospingendoli a rinnegare credenze, inclinazioni, interessi propri; mettendoli in contrasto con le loro posizioni politiche e con legami tradizionali.") Ci sembra, questo del Rota, il solo modo corretto per superare la fase moralistica, in casi come questo, del Paladino: la necessità di seguire cioè la prassi dell'uomo politico nelle sue numerose manifestazioni e relative contraddizioni. Nessun dubbio che la storia si faccia coi documenti era il giudizio conclusivo che l'Omodeo dava del vasto fronte dei revenants capitanati dal Luzio, di cui unico obiettivo era aggiungere titoli storici al proprio progetto politico ma spero che sarà concesso facilmente, coi documenti interpretati nel miglior modo possibile.
Invece, in molti casi par che lo storico, di proposito, si sia voluto ridurre ad archivista, e l'archivista ad amanuense che trascrive meccanicamente. E quando poi, come è inevitabile, per presentare i documenti, si deve in qualche modo giudicare e cavarne un certo costrutto d'opera, affiorano le più strane ingenuità, il semplicismo del giudizio moralistico e l'indistinzione dei valori storici .*
3. Soffermiamoci ora sull'opera che ha consacrato la fama dello storico lucano nell'ambito della storiografia meridionale del nostro secolo.
Il 15 -maggio del 1848 in Napoli è senza dubbio alcuno la migliore realizzazione analitica di Giuseppe Paladino, nella quale si ritrovano uniti insieme, come meglio non si potrebbe, sia i risultati di quella che abbiamo definito l'indagine erudita, propria del suo lavoro di storico, che i limiti della riflessione critica che dovrebbe accompagnarsi alla prima. Neanche questa volta però il suo schema di interpretazione si sottrae alla vertigine della ricerca del particolare e dell'evenemenziale, mentre il contributo documentario messo in luce con il formidabile apparato bibliografico, incentrato sui singoli episodi e protagonisti in un puntiglioso comparativismo delle diverse posizioni, porta con sé tutte le caratteristiche della corrente filologica pura.
Ma cosa è stato in sostanza il 1848, che segna l'inizio di una fase nuova della storia dell'Europa moderna e nella quale l'intreccio di questione nazionale e questione sociale ne caratterizzano tutta l'esplosività? Ha ragione Georges Lefébvre quando richiama ad un'analisi pluridimensionale del problema, che tenga in debito conto il nodo dei processi di produzione e l'affermarsi di nuove classi sociali. Ci si forma una immagine incompleta di queste vicende passate o future scriveva Io storico francese in occasione del centenario di quella data ,,9> allorché esse vengono
'7) Ivi, pp. IX-X. Corsivo nostro.
i*> A. OMODEO, Difesa del Risorgimento, cit., p. 180.
19) G. LEFEVBRE, A propos d'un centenaire, In Revue Historique, luglio-settembre 1948, pp. M4.