Rassegna storica del Risorgimento
ASSEMBLEA COSTITUENTE REPUBBLICA ROMANA 1849; REPUBBLICA ROMANA
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1989
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Damiano Nocilla
ad affermare , l'effimera Costituzione della Repubblica romana, unica fra le carte italiane di quel periodo a non essere affetta dal vizio di origine della mera concessione sovrana.
È stato questo un punto di partenza fermo per i costituenti riuniti a Roma il 5 febbraio del 1849, che erano perfettamente consapevoli del fatto che il testo, su cui avrebbero di lì a poco votato, costituiva atto dello stesso popolo, del quale presupponeva l'esistenza come comunità già dotata di una unità spirituale e, quindi, di un minimo di organizzazione sociale. Su questo punto i discorsi di insediamento di Armellini e di Galletti pronunciati rispettivamente il 5 febbraio 1849, all'atto della prima riunione dell'Assemblea, e il 7 febbraio, al momento di assumere la presidenza contengono chiari riferimenti, nella parte in cui identificano, il primo, l'Assemblea stessa con il popolo e con i romani e, il secondo, il popolo con i propri rappresentanti.4)
Fu appunto la precisa coscienza di ciò, che mosse Ballanti e Bona-parte a sostenere che la Costituente non era chiamata a rifare il patto sociale come invece aveva sostenuto il Lizabe-Ruffoni il 18 giugno , ma a fondare semplicemente il patto politico;6) onde correttamente Saliceti poteva argomentare, a proposito dell'articolo 1 dei princìpi fondamentali, che, definendosi la Sovranità diritto eterno del popolo, se ne voleva sottolineare il carattere derivato dal diritto divino ed immutabile, in quanto la Sovranità non è il risultato di una legge, ma è risultato di un diritto.7
Si rendeva conto, in altri termini, della contraddizione in cui si sarebbe potuti cadere, accettando l'emendamento di Bonaparte tendente alla soppressione della qualificazione di eterno :8> senza quella qualificazione si sarebbe finiti col presupporre il popolo già sovrano, nel momento in cui esprimeva il massimo di questa sua attribuzione nella volontà
4) Cfr. Le assemblee del Risorgimento. Roma, voi. Ili, Roma, 1911, pp. 14 e 36. Si vegga anche la votazione della proposta Audinot (ivi, p. 405) per la quale L'Assemblea generale dello Stato romano essendo regolarmente costituita in virtù del suo mandato popolare, dichiara di riconoscere in se medesima la pienezza dei poteri sovrani (sul punto richiama l'attenzione GATTA, La Costituzione della repubblica romana del 1849, Firenze, 1947, p. 24).
5) ivi, pp. 867 sgg. ( Prima di costituire il Governo, costituite il popolo ). Si deve ricordare, però, come l'oratore fosse uno degli esponenti di punta del partito mazziniano (per consentire il suo ingresso in Assemblea l'Apostolo aveva optato per il collegio di Roma, rinunciando al collegio di Ferrara) e come la sua posizione si ricollegasse a quella di Mazzini, contraria alla discussione della Costituzione (v. infra). Cfr., per un'analoga interpretazione di questo intervento, RODBLLI, La Repubblica Romana del 1849, Pisa, 1955, pp. 286 sgg.
6j Cfr. l'intervento di Ballanti, in Le Assemblee..., eh., voi. IV, pp. 875 sgg. 7) Ivi, PP- 906 sgg.
*) Vedilo 'illustrato ivi, pp. 905 sgg. Né sembra potersi sostenere con Gatta (00. cit., p. 39) che il dibattito sia stato più filologico e filosofico ohe giuridico.