Rassegna storica del Risorgimento
ASSEMBLEA COSTITUENTE REPUBBLICA ROMANA 1849; REPUBBLICA ROMANA
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1989
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Saliceti alla Costituente romana del 1849
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Si comprende perciò come il secondo progetto del 10 giugno, di cui fu relatore Saliceti, che della Commissione faceva parte in rappresentanza della terza sezione, rovesciasse l'impostazione del primitivo progetto del 17 aprile, spostando consapevolmente l'asse del potere verso l'Assemblea, che non vede in questo nuovo testo ergersi di fronte a sé un Esecutivo sumcientemente forte, quasi che la Commissione volesse con ciò porsi in polemica con lo stesso Triumvirato.51)
Si direbbe, perciò, si sia voluto instaurare un regime di tipo assembleare in cui i rappresentanti del popolo fossero abbastanza svincolati dalla volontà di quest'ultimo e nello stesso tempo potessero imporre le proprie determinazioni agli altri organi dello Stato: le stesse incertezze sul controllo di costituzionalità delle leggi ne sono una testimonianza.
Non sembra, quindi, si possa condividere il giudizio, che alcuni storici nanno espresso sulla Costituzione romana come sostanziale imitazione di quella francese del 184.52* Certamente, non si possono negare le identità, talora addirittura lessicali.531
51) Oltre al fatto che nel nuovo progetto il Consolato è nominato dall'Assemblea e non eletto direttamente dal popolo, altro elemento da valutare è l'abolizione della dittatura dal testo inizialmente elaborato e presentato all'assemblea il 17 aprile, abolizione nella quale può leggersi un nascosto intento polemico verso il partito dei mazziniani, che invece sosteneva che le circostanze eccezionali imponevano un regime eccezionale fino alla dissoluzione della Repubblica Romana nella Repubblica Italiana. Su questo aspetto del pensiero di Mazzini e dei mazziniani e sulla strisciante opposizione che essi incontrarono in seno all'Assemblea costituente vedi A. M. GHISALBERTI, Momenti, cit., p. 119 e passim, ove esattamente si fa notare (ivi, p. 178) che il decreto, con il quale l'Assemblea avrebbe votato, il 29 marzo, la costituzione del triumvirato e l'affidamento di poteri illimitati per la guerra e la salvezza della repubblica , precisava nel considerando iniziale: senza che l'assemblea sospenda l'esercizio del suo mandato . Per un'interpretazione che tende, invece, ad attenuare il contrasto tra Mazzini e l'Assemblea, interpretando il pensiero del primo diretto a creare un continuo moto da Governo a popolo, da popolo a Governo , più come intenzione di realizzare un concorso dell'Assemblea che come desiderio di saltarne l'intermediazione rappresentativa vedi RODELLI, op. cit., pp. 175 sgg.
Del resto, è interessante notare come l'intervento di Agostini, relatore del primo progetto, sia generalmente letto come una delle voci che si opposero al secondo progetto, contestandone proprio la parte relativa ai principi fondamentali e l'assenza di norme sui doveri dei cittadini (vedi RODELLI, op. cit., pp. 285 sgg.); sottolineando cioè, proprio il fatto che il secondo progetto sarebbe stato meno mazziniano del primo.
Ne risulta perciò fuorviente la confusione che taluno (SELVAGGI, La Costituzione della Repubblica Romana, cit., pp. 50-52) opera tra primo progetto, secondo progetto e testo definitivo della Costituzione romana del 1849, ritenendo (sic!) che l'Assemblea abbia approvato quest'ultimo il 17 aprile 1-849 e non il 1 luglio 1849.
52) In tal senso CORTESE, op. cit., p. V, e C. GHISALBERTI, Storia costituzionale d'Italia 1849-1948, Bari, 1974, p. 30. -, '
53) Vedi in proposito il puntuale confronto operato dà CORTESE, op. cit., pp. 109 sgg. Per la tesi che sulla brevità della Costituzione romana abbia avuto influenza il
pensiero di Mazzini espresso nel citato discorso del 18 marzo, e già prima in una lettera a Saffi del 13 gennaio 1849, vedi LUPI, La Costituzione romana del 1849. Note