Rassegna storica del Risorgimento
ASSEMBLEA COSTITUENTE REPUBBLICA ROMANA 1849; REPUBBLICA ROMANA
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1989
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250
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250 Libri e periodici
ambito di numerosi gruppi provenienti dal Partito d'Azione; in seguito, anche per l'opera di non pochi prefetti, si attestano su posizioni di centro-sinistra (cairoline e depre-tisiane) non pochi suoi uomini di prestigio, per prendere infine una piega in maggioranza sempre tfilogovernativa sia che alla testa della Nazione si trovassero forze crispine, conservatrici, che giolittiane e poi fasciste: donde la mancanza di un peso consistente prima della Destra storica, poi della democrazia repubblicana e radicale, quindi dei socialisti.
È in questo quadro, visto in tutte le sue articolazioni locali e studiato nei suoi rapporti coi vari Governi nazionali capitolo estremamente interessante il V in cui sono evidenziati i cambiamenti e la composizione sociale della rappresentanza di Terra di Lavoro al Parlamento a è in questo quadro, dicevo, che il Cimmino inserisce le vicende di numerose testate edite in provincia, di cui segue attentamente passaggi e trasformazioni, soffermandosi più. specificamente sul quarantottesco Eco di Caserta, sulla Campania, organo ufficiale deU'Amministrazione provinciale di Caserta, sul Patto costituzionale, della Destra storica, sulla Verità costituzionale, della Sinistra storica, sulla Campania democratica, svUÌ'Alba e sugli altri fogli della democrazia radicalrepubblicana, sugli organi della Sinistra trasformista, La Provincia di Terra di Lavoro (vicina all'onorevole Fr. De Renzis), Il Monitore Campano, Il Progresso, il Corriere di Terra di Lavoro, per citarne alcuni; e quindi sulla stampa crispina e anticrispina, quella di fine secolo.
Per il periodo giolittiano il Cimmino evidenzia l'importanza delle testate La Riscossa, L'Alba di Caserta, La Civetta, La Provincia di Cassino, La Riscossa di Teano, II Verde di Sora, La Fiamma di Nola, ed altre, espressione dei gruppi giolittiani facenti capo prima al Rosano e quindi, dopo la sua tragica fine, allo Schanzer. Né vengono trascurate le testate d'opposizione democratica, come La Breccia di Capua, o L'Azione Democratica, La Democrazia Campana di Caserta; e quelle socialiste, come La Luce, Il Battagliero, La Battaglia, Il Frustino.
Il Cimmino passa quindi al primo dopoguerra e trova modo di osservare come non manchino testate tra le più. importanti ed organi del giolittismo, come L'Unione Provinciale di Caserta, che, dopo essersi convertite all'interventismo finiscono fasciste, quale riflesso dell'involuzione politica di larghi settori della classe dirigente provinciale (si vedano ad esempio gli uomini entrati a far parte del famoso listone del '24!), mentre fanno la loro comparsa i primi organi delle locali sezioni del P.P.I., come // Popolo Campano e il Corriere Campano, La Stampa Nuova, la quale però passerà, come il suo direttore De Magistris, al fascismo. La stampa socialista è rappresentata da Falce e Martello, ma essa non riesce, sottolinea il Cimmino, a svolgere la funzione ohe nell'età giolittiana aveva svolto La Luce.
Questo del Cimmino costituisce dunque un contributo di prim'ordine: alle volte però, seppure raramente, sembfa alquanto sommario , ma questo, come lo stesso autore rivela, è dovuto allo spazio assegnatogli nell'economia del catalogo, che non poteva andare oltre un determinato numero di pagine.
ANTONIO DI BIASIO
MARIA FRANCA MELLANO, Anni decisivi nella vita di A. Rosmini (1848-1854) dalla testimonianza di mons. V. Tizzoni (Miscellanea Historiae Pontòficiae, 54); Roma, Pontificia Università Gregoriana, 1988, in 8, pp. 169. S.p.
Nel 1881 venne pubblicata l'opera Della missione a Roma negli anni 1848-49. Commentario, in cui Antonio Rosmini offriva un resoconto minuto e dettagliato del suo soggiorno nella capitale dello Stato pontificio e in quella dello Stato borbonico nel biennio cruciale. I documenti, editi ora dalla Mellano, che conferma una volta di più l'intelligenza della sua ispirazione crìtica e il ricco corredo della sua preparazione filologica, offrono la possibilità di guardare non tanto a Rosmini, ma anche e soprattutto alla Chiesa in una fase decisiva e drammatica della sua storia plurisecolare, in un