Rassegna storica del Risorgimento
ASSEMBLEA COSTITUENTE REPUBBLICA ROMANA 1849; REPUBBLICA ROMANA
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1989
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Libri e periodici
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passaggio, che, a giudizio di molti storici, è stato quello finale, essendo i due decenni successivi di mera sopravvivenza.
Nonostante di Rosmini si sìa scritto enormemente e si continui a scrivere con interesse,*) non sostiene tesi errata la Mellano nel momento in cui ricorda che il caso personale del filosofo di Rovereto sarà conosciuto integralmente, una volta esplorate le fonti archivistiche, finora non sondate sistematicamente.
Il manoscritto sull'esperienza romana, dato alle stampe nel 1881, ci ricorda le intuizioni di Rosmini sulla crisi dello Stato temporale e il materiale documentario, presentato dalla Mellano, è egualmente opera di memoria storica, tracciata da mons. Vincenzo Tizzani, autorevole nella Roma ottocentesca e professore di storia ecclesiastica alla Sapienza. Il confronto tra i due testi rivela una narrazione più smilza in Tizzani, che utilizza, però, particolari non conosciuti o trascurati da Rosmini.
Colpisce particolarmente e spinge a riflessioni non superficiali, ripensando alle denunzie di Rosmini sulle persecuzioni in atto contro di lui, una affermazione di Tizzani, secondo cui siffatte angherie sembrerebbero incredibili se non fossero vere .
Attento e sagace osservatore è definito Tizzani dalla Mellano e queste doti appaiono obiettivamente messe in luce nelle considerazioni fatte sul ruolo di Pio IX di fronte a Rosmini, un ruolo per gli eventi sfortunato. Il pontefice, infatti, volle fortemente l'esame dell' opera omnia del filosofo ma per il suo temperamento e per la svolta politica seguita al rientro non giunse mai all'atto decisivo dell'archiviazione del caso.
VINCENZO G. PACIFICI
RICCARDO PAOLO UGUCCIONI, L'anno del proverbio. Il 1848 nello Stato Pontificio e nella Legazione apostolica di Urbino e Pesaro; Pesaro, Ed. Flaminia, 1987, in 8, pp. 348. L. 24.000.
La densa letteratura sul 1848-49 in Italia non sembra poter arrestarsi un attimo, e nuovi contributi si vengono aggiungendo, ma già la Rassegna storica del Risorgimento non si è lasciata sfuggire in questi nostri anni nulla che si riferisca al famoso biennio, che fu un autentico crogiolo di pensiero e di forze, di aspirazioni, di contraddizioni. Marcatamente l'interesse della più recente ricerca si rivolge ad angoli nei quali le inquietudini sociali, confuse spesso con antiche richieste di giustizia e tentazioni romantiche dell'agire, si uniscono a propositi precisi di partecipazione o a volontà di opposizione alle iniziative più costruttive del tempo. Del '48 nello Stato pontificio si riprofila la vita della provincia, e vigoreggia il rilievo di studiosi su individui e nuclei politici con maggiore autonomia di qualche tempo fa da presupposti generali di più calcato tono classistico. Pare riabilitarsi un antico gusto, in qualche tratto addirittura amabile, di cavare per un istante dall'ombra protagonisti oscuri e restituirli ai loro eventi, mettendoli a maggiore portata di mano per un rinnovato bilancio. Ad esempio la creazione della Guardia Nazionale in tutte le città e cittadine dello Stato pontificio, la formazione della truppa per l'esercito da inviare sul Po nel '48, l'istituzione dei governi locali e la
ì) Tra i contributi presentati in questi ultimi anni, oltre a quelli apparsi nella Rivista rosminiana giunta alla sua LXXXI annata, v. E. A. Mi NERVINI, Aspetti dell'esperienza giurìdica e politica in Antonio Rosmini, Bologna, 1980; G. CARLETTI, A proposito del-Vaniisocìalismo di Rosmini, in Trimestre, XV (1982), n. 1-2, ipp. 25-50; L. BULFERETTI, Libertà, giustizia, nazione in Rosmini, in Civitas, XXXIV, (1983), n. 2, pp. 37-62 e L'ascesi della giustizia sociale in Antonio Rosmini sino al 1828, in Bollettino storico per la provincia di Novara, LXXIV (1983), pp. 207-218.