Rassegna storica del Risorgimento
ASSEMBLEA COSTITUENTE REPUBBLICA ROMANA 1849; REPUBBLICA ROMANA
anno
<
1989
>
pagina
<
254
>
254 Libri e periodici
menzionata, comm'il faut, lasciata col personaggio in un limbo lontano dall'esaltazione letteraria fin troppo cara alle Marche.
Così si regola l'Uguccioni quando si trova a seguire il ripiegamento di Garibaldi verso S. Marino: poche scarne battute, che formano un'altra delle tante pagine importanti del volume. Egli non si accorge di aver associato strettamente il 1849 e il 1850 all'anno del proverbio, ma non si saprebbe come riprenderlo perché torna vero che cose e sentimenti di quei due successivi anni riverberano una luce straordinaria sul '48, ohe non va preso pertanto in sé, ma nel suo unitario senso premesse, svolgimento, conclusioni e che pertanto non è cristallizzabile nei suoi giorni. Non viene allargato il discorso a tante altre cose riferibili al '48 di quel triennio famoso, ed è operata una scelta opportuna. L'Uguccioni si trattiene ad esempio dall'introdurre esplicitamente le nozioni di condotta ideologica additata dalla Chiesa a seguito del '48 nel'la Conferenza episcopale di Loreto nella primavera del 1852, cioè la somma di indicazioni troppo corposa per l'economia del lavoro, ohe riguarda appunto propositi di difesa del mondo cattolico dall'errorum colluvies dei politici del '48, ossia dalle convinzioni laiche che corrono nell'anno famoso. Non ve n'è nemmen bisogno per la verità poiché il libro fa trapelare ugualmente quelle idee.
WERTHER ANGELINI
La Repubblica Romana e il suo esercito (Quaderno della Rivista Militare, n. 4); Roma, 1987, in 8, pp. 109, in gran parte ili. e fot. L. 30.000.
Tra le tante iniziative editoriali della Rivista Militare nel 1987 testimonianza di una così florida e vulcanica prosperità da non poter essere condivisa da molte altre riviste che s'occupano scientificamente di storia i quaderni, bimestrale appuntamento monografico del periodico, si presentano in una assai seducente veste tipografica. Il quarto numero, dedicato alla Repubblica Romana e al suo esercito, è, infatti, ricchissimo di materiale iconografico e, quindi, di cartoline militari, fotografie, topografie, riproduzioni di plastici ed altre illustrazioni che ne rendono invitante la lettura e lo sfoglio.
Con due anni di anticipo sul 140 anniversario della sua proclamazione, questo fascicolo-volume celebra, soprattutto, l'aspetto bellico dell'episodio. Il saggio introduttivo è l'estratto del capitolo che Piero Pieri dedicò all'argomento nella sua Storia militare,l) ed ha funzione di rapido ma esauriente commento storico. La questione della conduzione militare delle sorti della Repubblica ed il suo intricatissimo evolversi ripropongono ima serie di quesiti provvisti ancora di un fitto estuario interpretativo e che una certa storiografia agiografica tese a coprire, per non denunciare un lato della vicenda tutt'altro che univoco e idilliaco, o a manipolare a favore o ai danni di qualcuno dei protagonisti. Alla guerra di difesa voluta da Mazzini, sostenuta dalla speranza di un successo diplomatico e motivata da una forte tensione a costituire un precedente universale di fronte all'aggressione straniera, si contrappose la guerra di movimento di Garibaldi, che aspirava ad una più agile libertà d'azione e di iniziativa. Intorno a loro, in una girandola di competenze e di antagonismi, si avvicendarono i vari ministri della guerra, l'attivissimo Pisacane e la Commissione, la temporanea convergenza su Avezzana (il cui conseguente essere posto in margine non è stato ancora indagato a fondo), la contestata nomina di Rosei li e gli estremi sforzi conciliativi di Luciano Manara. Su questo terreno nacquero, dunque, i conflitti più sconvenienti e più aspri, e prosperò un reticolo annodato di risentimenti, rancori e scottanti polemiche tra chi sopravvisse. A margine di una di queste arroventate contese, Piero Pieri,
i) Cfr. PIERO PIERI, Storia militare del Risorgimento, Guerre e insurrezioni, Torino, Einaudi, 1962, pp. 415-447.