Rassegna storica del Risorgimento
ASSEMBLEA COSTITUENTE REPUBBLICA ROMANA 1849; REPUBBLICA ROMANA
anno
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1989
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pagina
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255
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Libri e periodici 255
che, da storico militare qual'era, lascia trasparire un maggior favore a Garibaldi, definisce in una nota (p. 29) la Guerra combattuta in Italia negli anni 1848-1849 di Pisacane un concentrato di malignità e d'incomprensione nei confronti dell'eroe nizzardo. La posizione di Pisacane mi appare, invece, il prodotto di una sua severa logica etica, generata da un caratteriale ed isolato fastidio verso il concetto di dittatura, al quale Garibaldi e lo stesso Mazzini, in temporanee circostanze, indulgevano, e verso qualsiasi forma di carisma sugli altri, la cui mancanza, forse, gli risulterà purtroppo svantaggiosa.2)
Segue un preziosissimo lavoro di Piero Crociani sull'esercito della Repubblica e sulle sue uniformi, che occupa la parte centrale del Quaderno. È una dettagliata e sintetica descrizione dei vari corpi, regolari e volontari, che formavano le policrome forze romane. Le illustrazioni tratte dalla raccolta Piroli, conservata presso l'Archivio del Museo Centrale del Risorgimento di Roma, ne corredano e ne integrano il testo. Di ogni unità sono definite origini o decreti di costituzione e divisa. Se ne ricava un quadro esatto e variopinto delle truppe che parteciparono alla difesa di Roma e, in una ideale rassegna, si giunge con lo sguardo dal rosso delle giacche della Legione italiana alla croce di Savoia dei Bersaglieri Lombardi, dal tabarro vagamente orientale dei Lancieri di Masini o della morte agli shakot delle altre armi.
Tale curiosità visiva è ampiamente soddisfatta anche nei confronti di quei luoghi e di quegli edifici che, sul Gianicolo e intorno a Porta San Pancrazio, fornirono un eccezionale proscenio coreografico alla difesa della città e che sembrano conservare, tuttora, l'involontaria memoria delle cose. L'interessante periplo fotografico della zona >(a cura di Claudio Lodoli), questa fascia estesa di terreno che circonda, da un lato e dall'altro, le mura urbaniane e domina Roma dall'alto, consente, inoltre, attraverso l'efficace disposizione del materiale, una immediata collazione con le immagini litografiche dell'epoca. Si possono, quindi, confrontare, nella stessa pagina, le macerie di ciò che fu il Casino dei Quattro Venti o, più comunemente, Villa Corsini, distrutta il 3 giugno 1849 nella più decisiva delle battaglie per la sorte della Repubblica, e l'arco dall'iscrizione celebrativa in latino che sorge, sin dal 1859, al suo posto; e, di seguito, le rovine e l'aspetto odierno del Vascello, punta di diamante e ultimo avamposto abbandonato dopo estrema resistenza dalla Legione Medici, di Villa Savorelli, quartier generale di Garibaldi, di Casa Barberini, della cinta muraria dove furono aperte le brecce, del Casino Malvasia (o Casa Merluzzo), di Casa Giacometti, sede dell'infermeria in cui si prodigò, il 30 aprile, Enrichetta Pisacane, di Villa Spada, fatale a Luciano Manara, e, infine, della chiesa di S. Pietro in Montorio, il cui campanile torreggia su Trastevere. A scorrere queste foto ci si rammenta delle parole di Carlo Cattaneo, uomo non certo incline a retoriche sublimazioni, che affermò essere a Roma il santuario della libertà.
È l'idea di Roma, dunque, che si impose, allora, anche in personalità lontanissime dalla religiosità mazziniana, come un altare solenne, il cui debito di sangue, contratto in quell'occasione, restava così forte ipoteca da non poter più essere ignorata nelle vicende future. E non può non stupire, ancora, la rievocazione di quell'esuberante impulso al sacrificio, del generoso accorrere sulla linea del fuoco, avvertito da molti dei combattenti come un dovere necessario e irrevocabile, per chiudere così scrisse con tragico rigore Manara con serietà il Quarantotto.3) Il volume si conclude con l'elenco dei caduti, a cui fa da sfondo, in una bella impaginazione, l'immagine del Sacrario dove sono custoditi i loro resti mortali. Unico appunto l'assenza di riferimenti o appendici bibliografiche.
FABIO STASSI
2) Sull'attività che Pisacane svolse nei travagliati mesi della Repubblica Romana vedi ALDO ROMANO, Carlo Pisacane e la Repubblica Romana, in Rassegna storica dei Risorgimento, 1934, pp. 461-525.
3) Lettere di Luciano Manara a Fanny Bonaclna Spini (7 aprile 1848-26 giugno 1849), con introduzione e note di Francesco Ercole, Roma, Vittoriano, 1939, p. 127,