Rassegna storica del Risorgimento

ASSEMBLEA COSTITUENTE REPUBBLICA ROMANA 1849; REPUBBLICA ROMANA
anno <1989>   pagina <259>
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Libri e periodici
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tracciati ferroviari appaiono le attività in cui il rischio di contrarre la malaria era più alto.
Accanto all'esame dell'ambiente, una linea di ricerca particolarmente seguita è stata quella relativa all'eziologia della malattia. Dal saggio di Luigi Faccini e da costanti accenni negli altri compaiono in rassegna tutte le varie opinioni sull'origine della malaria, dall'accreditata teoria miasmatica sino alla scoperta di Laviron del 1880 che ne individuò la causa nel protozoo di genere plasmodium, il cui agente portatore è la zanzara. Parallelamente è esplorato il lato clinico e terapeutico, dalle credenze popolari al massiccio impiego del chinino. Grande attenzione è stata, inoltre, data alla disamina dei fattori ohe contribuirono alla regressione della malaria dalla nostra penisola. Se si è individuato nel D.D.T. il prodotto chimico che dal 1945, in pochi anni, ha reso possibile la sua scomparsa, un giudizio sempre abbastanza severo è stato, invece, espresso sulle opere di bonifica, soprattutto su quelle attuate nei ventennio fascista. Carmelo Vetro ha definito quella contro la malaria, nonostante qualche progresso, un'altra guerra perduta dal fascismo (p. 345), dopo aver comunque indicato che essa muoveva esclusivamente da preoccupazioni di salvaguardia razziale e costituiva un importante elemento di propaganda della sua politica sociale.
Altro campo di studio è stato offerto dagli uomini che hanno prodigato le loro forze nella lotta contro questo male endemico; Franco Della Peruta e Paolo Sorcinelli sì sono rispettivamente occupati delle figure di Luigi Torelli, compilatore tra il 1830 e il 1882 della prima importantissima carta della malaria, e di Angelo Celli, mentre più volte sono stati citati i nomi di altri personaggi sensibili al delicato problema quali Giustino Fortunato o Leopoldo Franchetti.
Il lungo, documentatissimo scritto di F. L. Oddo, E. Onori e S. Goriup, funzionari medici dell'OMS, ha, infine, illustrato la situazione della malaria oggi in Italia e nel resto del pianeta, dimostrando che la popolazione mondiale che vive ormai al riparo dalla sua infezione è soltanto una piccola, favorita, aristocrazia rispetto ai 3.664 milioni di persone che vi sono ancora esposti.
FABIO STASSI
Repertorio delle cooperative di Bologna e provincia, a cura di ANNA GURIOLI ed ELENA ROMAGNOLI; Bologna, Federcoop, 1987, pp. XXXII-805. L. 120.000.
11 movimento cooperativo italiano ha celebrato nel 1986 i primi cento anni di vita della Lega nazionale delle cooperative e mutue. Numerose le manifestazioni, i convegni nazionali e intemazionali e gli studi succedutisi non solo per incensare ed elogiare una istituzione centenaria, ma per riconoscere il ruolo determinante della Lega come prota­gonista della realtà cooperativa e al tempo stesso l'importanza di un movimento complesso e pluralistico che è stato ed è parte integrale della storia economica, sociale e politica del paese.
La cooperazione non è solo un dato della realtà economica,: ma anche una modalità della cultura economica , si legge nel fascicolo Temi di vita italiana. La cooperazione in Italia edito nel 1987 dalla Presidenza del Consiglio. Il riconoscimento di tale ruolo pregnante nella cultura come nell'economia del nostro paese ha indubbiamente costituito uno stimolo sia per gli operatori economici che per gli studiosi della società italiana a riflettere sulla storia di soggetti protagonisti che, partiti a piccoli passi in un paese fortemente condizionato alla fine dell'800 da una economia povera, sono divenuti nella realtà odierna gli attori del terzo settore dell'economia italiana, in grado di competere a pieno titolo con il capitalismo privalo e con le imprese statali.
Numerosi gli studi usciti in questi ultimi anni ohe hanno sviscerato realtà specifiche del movimento cooperativo: quelli pubblicati nella collana Studi sociali e cooperativi,