Rassegna storica del Risorgimento
ASSEMBLEA COSTITUENTE REPUBBLICA ROMANA 1849; REPUBBLICA ROMANA
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Libri e periodici
In Caldara fu sempre presente il concetto dì comune come ente giuridicamente autonomo, con caratteri istituzionali e funzionali di governo locale , come centro di potere avverso agli organismi delle classi dominanti. In lui era maturata, in lunghi anni di presenze e di esperienze vissute sui banchi del consiglio comunale milanese, di studio di realtà europee avanzate e progredite e di impegno presso l'Associazione dei Comuni italiani, la coscienza della necessità di arrivare, per esprimere totalmente una politica amministrativa qualificata e qualificante, ad una effettiva autonomia dal governo centrale, che con i prefetti e le giunte provinciali premeva sui comuni incanalando a suo piacere ogni slancio e ogni iniziativa. Autonomia significava invece collegare il comune Ila sua base sociale, alla sua base popolare e divenirne il portavoce e. :1 realizzatore delle esigenze.
Pur essendo un protagonista con idee originali e personali Caldara fu anche, come ben sottolinea Punzo nel suo studio, un portavoce del socialismo municipale di marca riformista. Il programma con cui si presentò agli elettori e a cui cercò di attenersi per tutto il periodo del suo mandato, adattandolo agli anni difficili di cui fu al centro senza mai snaturarlo, ne è la conferma. In esso si prevedeva una politica tributaria fondata sul riequilibrio delle imposte, la municipalizzazione dei servizi principali (tramvie, gas...), una ripresa dell'edilizia popolare, un impegno diretto contro la crescente disoccupazione; il proposito di rimettere ordine nel settore dell'assistenza, ispirandosi al criterio del passaggio dalla pratica alla beneficenza ottocentesca al principio moderno di un'assistenza intesa come servizio pubblico e coordinato da un ente municipale; il riassetto degli uffici comunali in maniera razionale e tale da avvicinare ai cittadini Tazione quotidiana del comune. Un programma dal quale, come afferma Punzo, traspariva non solo la volontà di rendere più efficiente la macchina municipale e di renderla più rispondente alle necessità dei cittadini, ma anche la capacità di amministrare la cosa pubblica con i criteri della grossa azienda e il proposito di creare organismi destinati a durare nel tempo.
L'analisi di Punzo, accurata e puntuale, segue tutto l'arco della gestione Caldara e mette in evidenza come la nuova giunta fu tutta tesa a tener fede al programma e agli impegni assunti, pur nell'eccezionalità del periodo storico che si trovò a vivere, anzi aggiustando a quelle difficili circostanze il proprio comportamento, sacrificandovi il meno possibile, cercando di evitare lacerazioni irrimediabili. Ovviamente gli ostacoli non mancarono, dentro e fuori le forze alleate. Anzi fu proprio dal movimento socialista, orientato verso posizioni massimaliste, ohe Caldara subì gli atttacchi più duri. Ma quando i massimalisti, che in un primo momento avevano messo in discussione la politica amministrativa dei riformisti, riconobbero nei comuni il punto di partenza della battaglia del Partito nella lotta per la dittatura della classe operaia è per la lotta antiborghese, Caldara fu ancora presente, anche se, come sottolinea Punzo, egli credeva che nonostante tutto, la nuova amministrazione non avrebbe potuto fare altro che continuare l'opera svolta dalla precedente . In realtà i tempi mutati travolsero riformisti e massimalisti in una crisi di ben più vasta portata, la cui soluzione reazionaria non era prevedibile per uomini i cui punti di riferimento restavano il socialismo municipale e il modello di società fabiana superata se non nello spirito, nei tempi e nelle circostanze.
FIORENZA TAROZZI
LORENZO DEL PIANO, Gioacchino Volpe e la Corsica ed altri saggi, (Pubblicazioni dell'Istituto di storia moderna dell'Università degli studi di Cagliari, diretta da Giancarlo Sorgia, 4); Cagliari, Tip. CUEC, 1987, in 8, pp. 167. S.p.
Studiate la realtà politica della Corsica nella prima metà del nostro secolo significa affrontare un argomento affascinante nella sua complessità, ricco di precedenti