Rassegna storica del Risorgimento

REPUBBLICA ROMANA 1849; STATO E CHIESA REPUBBLICA ROMANA 1849
anno <1989>   pagina <286>
immagine non disponibile

286
Antonio Grilli
si possano fondere con le esigenze e le necessità pratiche di ceti social­mente emergenti, quando non già dominanti.
L'importanza dei beni ecclesiastici nell'economia dello Stato era rile­vantissima, e la loro inalienabilità ed esenzione da tributi di ogni genere avevano pesato sull'economia del paese 2) costituendo un freno allo sviluppo economico e all'affermarsi della classe borghese e contribuendo allo stato di miseria e di rassegnata soggezione, attraversato da conati di rivolta in cui si trovavano le classi agricole e il proletariato indu­striale a.22 Infatti in virtù della sua stessa inerzia il governo della casta prelatizia era riuscito a non far mai incontrare il circolo dei nuovi capitali [...] con le necessità della pubblica economia .a)
Nella seduta del 21 febbraio, l'Assemblea Costituente approva per acclamazione, senza alcun contrasto interno o voce discordante, la proposta di legge sull'incameramento dei beni ecclesiastici che includeva anche l'onere, per la Repubblica, di dotare convenientemente i ministri del culto . Come misura provvisoria è però deciso di lasciare al clero secolare, per il momento, l'amministrazione dei propri beni, non potendo le intere operazioni di espropriazione (dei beni del clero regolare e di quello secolare) avvenire senza una certa gradualità, imposta anche da ragioni di ordine tecnico. Con la legge 21 febbraio 1849 la Repubblica aveva posto la premessa legislativa, dalla quale gli atti in materia ecclesiastica successivi discenderanno come logica conseguenza.
Politicamente, la confisca dei beni ecclesiastici farà schierare contro la Repubblica tutti gli spossessati, tutto il [...] clero dello Stato romano il quale lotterà, in nome della religione e dei diritti della Chiesa, per il recupero di una ricchezza di cui esso crede di essere stato abusivamente spogliato .24> Farà però schierare con essa tutta la grande massa di piccoli e medi coltivatori i quali potevano sperare di trarre profitto (attraverso, per lo più, concessioni enfiteutiene) dalla coltivazione delle nuove terre.
La dotazione del clero (fatto non nuovo: si pensi alla Costituzione civile del clero nella Francia degli anni immediatamente successivi all'89) mutava, secondo il Rodelli, i preti in stipendiati dello Stato ,7S) senza però farne degli impiegati o dei dipendenti statali, in omaggio al principio separatista. In realtà, il provvedimento, che andava ovviamente a favore della gran massa del basso clero, di umilissime condizioni, fa pensare (come anche il progetto di legge del Comitato Esecutivo sul miglioramento delle rendite dei parroci) 2*) ad un tentativo della Repubblica di rendersi amica e alleata la base della gerarchia ecclesiastica, svincolandola dall'obbedienza incondizionata al Pontefice. E vi sono adesioni del clero alla Repubblica, spesso pervase da sentimenti di un ideale conciliazione tra un sacerdozio ritornato all'originaria purezza, e uno Stato divenuto democratico: si fondono idealismo romantico, patriottismo, passione civica,
20 Ibidem,
22) Ivi, pp. 162-163.
23) ivi, p. 163.
2*) D. DEMARCO, Una rivoluzione sociale. La Repubblica Romana del 1849, Napoli, 1944.
25) RODELLI, op. cit., p. 165.
26) Progetto poi presentato in Assemblea: vedi Ass. Roma, III, p. 495.