Rassegna storica del Risorgimento
REPUBBLICA ROMANA 1849; STATO E CHIESA REPUBBLICA ROMANA 1849
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Stato e Chiesa a Roma nel 1849
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senza però che il fenomeno assuma proporzioni esorbitanti, rimanendo anzi racchiuso nell'ambito di individuali, seppur coraggiose, prese di posizione.27)
Il secondo motivo ispiratore della dotazione al clero è senza dubbio da vedersi nel perseguimento, da parte della Repubblica, di una politica sociale tesa al miglioramento delle classi povere, alla realizzazione di una nuova forma sociale di governo [...] una democrazia, il cui scopo avrebbe dovuto avere, come suo oggetto precipuo, la soluzione dei più scottanti problemi economico-sociali dello Stato 2 E, sempre nelle dichiarazioni solenni vuoi del Comitato Esecutivo, vuoi del Triumvirato, la questione sociale ha un rango di rilievo. Valga ad esempio il programma del Comitato Esecutivo della Repubblica, letto in aula dal Rusconi il 16 febbraio 1849: le questioni sociali assorbiranno gran parte delle nostre elucubrazioni. Certo, quella libertà che non migliora e solleva le classi numerose è libertà bastarda, e noi tale libertà non vorremmo [...]. I poveri) quella serie interminata di fratelli nostri a cui la vecchia società precluse ogni agiatezza della vita, saran da noi assiduamente curati; e ad alleviarne i mali fisici, e a rigenerarli .moralmente vorremmo consacrare le nostre più religiose meditazioni .29>
La Repubblica vuole dunque rompere col passato, e non solo dal punto di vista delle istituzioni politiche, ora ispirate a democrazia, ma anche da quello dei programmi e dell'azione economico-sociale. Essa vuole porsi come novum rispetto al governo pontificio; ricupera però l'elemento religioso ad alti fini educativi (evidente l'influenza mazziniana) e di elevazione spirituale. Ancora dal Programma: svincolata dalle clericali influenze, l'istruzione procederà di pari passo colla religione, elemento unico più che singolare di educazione, allorché non si adultera con falsi interessi, allorché si scevra da quella scoria che troppo la deturpa e la contamina.30)
In sostanza, una volta abolito l'apparato del governo temporale pontificio, è da credere che la Repubblica avrebbe tenuto un comportamento benevolo nei riguardi della Chiesa, o quanto meno che si sarebbe ben presto posto un freno alle tendenze anticlericali. I repubblicani tentano subito, del resto, di accreditarsi quali pacificatori delle discordie interne e garanti di un buon ordine dettato da superiori imperativi politici ed etici. Ciò si deduce dal significato politico implicito nel programma dei
27) Vedi, ad esempio, la coraggiosa presa di posizione del canonico E. Reali, in D. DEMARCO, Una rivoluzione.,., cit, p. 102: io chiamo gloriosissimo per l'Italia non pure, ma per la Chiesa, per la incontaminata sposa del Nazzareno, il giorno in cui sulle alture della santa città ha sventolato il vessillo della Repubblica [...}. Il sacerdozio cattolico non è, né può essere, una casta dominatrice, perché il suo mandato è tutto di sacrificio alla salute umana [...] ond'è che il sacerdozio cattolico è necessariamente democratico . Passata la bufera della Repubblica Romana, troveremo il Reali, negli anni del decennio di preparazione, su posizioni decisamente più moderate, fino ad aderire, come molti altri ex-democratici, alla soluzione monarchico-costituzionale cavouriana del problema dell'Unità d'Italia. Vedere a tal proposito C. Lozzi, La questione pontificia delineata nella vita e nelle opere di E. Reali, Civitavecchia, 1871.
28) D. DEMARCO, Una rivoluzione..,, cit., p. 113. z Ass. Roma, III, p. 216.
30) Ass. Roma, III, p. 215.