Rassegna storica del Risorgimento
LABRIOLA ANTONIO
anno
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1989
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pagina
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297
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ANTONIO LABRIOLA E IL COMUNISMO CRITICO
Nel 1924 Rodolfo Mondolfo, ricordando Antonio Labriola nel ventesimo anniversario della morte, osservò che la data di pubblicazione dei suoi primi scritti aveva, nella storia del socialismo italiano, un'importanza non minore di quanta ne avesse in altro campo la data di fondazione del Partito socialista. Allievo a Napoli di Bertrando Spaventa, il maggiore e il più originale rappresentante dell'hegelismo italiano, Antonio Labriola, fin dai suoi primi scritti sull'argomento, si era effettivamente impegnato a liberare il marxismo dalle deformazioni positivistiche attraverso cui il marxismo stesso era nitrato. Assai più degli aspetti economici e sociologici della dottrina, furono i fondamenti teorici ad appassionarlo; anche se, come si legge in una sua lettera a Benedetto Croce, l'interesse per Marx era da lui in parte minima riservato al filosofo e per il restante novantacinque per cento al teorico del socialismo, il suo assillo rimase sempre quello di sviluppare il marxismo come autonoma e originale concezione del mondo, e non già lasciarlo, per usare una delle sue espressioni caratteristiche, come una filosofia ad uso privato dei socialisti. Il marxismo, infatti, per Labriola era una filosofia ancora all'inizio del proprio sviluppo, e lo sviluppo di una filosofia esige, hegelianamente, comprensione critica e superamento delle formulazioni originarie. Marxista convinto, filogermanico al punto da considerarsi come un tedesco onorario, egli non assunse però mai la parte del custode di una ortodossia statica.*)
Sulla sua evoluzione intellettuale esiste un noto giudizio del Croce, il quale scrisse: Labriola da giovane fu hegeliano; ma poi abbandonò Hegel per passare ad Herbart; ma di Herbart non riuscì ad assorbire né la metafisica né la logica; e si dette, infine, allo hegelismo, alquanto spurio, del Marx, e più ancora, di Federico Engels .2) Le parole di Croce sono certo sommarie e non permettono affatto di cogliere la logica interna dell'evoluzione di Labriola. E questo perché ad una vera logica interna
1) Cfr. G. ARPE, Storia del socialismo italiano (1892-1926), Torino, Einaudi, 1965, pp. 83-84.
2) B. CROCE, Note sulla letteratura italiana del secolo XIX, in La Critica, 1907, pp. 417-418.