Rassegna storica del Risorgimento
LABRIOLA ANTONIO
anno
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1989
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pagina
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301
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Antonio Labriola
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Labriola dette un certo contributo, attraverso una critica spesso dura e molesta, alla formulazione del programma del PSI, il nuovo partito fondato a Genova nell'agosto 1892. Egli si rifiiutò però di partecipare al Congresso e, in una lettera a Turati scritta una settimana dopo l'avvenimento, accusò i socialisti di Milano, che erano stati i promotori dell'iniziativa, di aver voluto abbracciare in un unico programma elastico e ambiguo legalitari e antilegalitari, astensionisti e mazziniani , aggiungendo che solo il caso fortuito aveva portato ad adottare delle risoluzioni ragionevoli.7) Per la verità, nella storia del movimento operaio italiano il Congresso di Genova appare invece come il coronamento di un lungo sforzo compiuto dai vari gruppi socialisti, con molta tenacia di intenti, e nel complesso con sufficiente chiarezza di idee, sulle questioni fondamentali del momento.8)
Nel 1893 Antonio Labriola fu delegato al Congresso socialista di Zurigo, dove potè incontrare Engels; l'anno seguente salutò il movimento dei Fasci siciliani come il più grande fatto del socialismo italiano .9) In una serie di corrispondenze per la Leip'ziger Volkszeitung dette notizia, fino al 1895, delle agitazioni politiche italiane, mentre accentuò la polemica contro le tendenze positivistiche presenti, a suo dire, sulla Critica sociale.1 Nel 1895 pubblicò il primo dei lavori che lo resero noto come teorico del marxismo, cioè il saggio In memoria del Manifesto dei comunisti. Esso è una appassionata rievocazione delle vicende storiche (ideologiche e politiche) che produssero il Manifesto del comunismo critico , come egli amava definirlo.
Fin da questo primo saggio appaiono chiare le tendenze della lettura labriolana di Marx e di Engels, lettura che condizionerà, direttamente o indirettamente, tutto il marxismo italiano: preminenza del livello filosofico, e quindi insistenza sui concetti generali di necessità, struttura della prassi, funzione della dialettica, rapporto tra metafisica e storia ecc.; marxismo come umanesimo, e quindi importanza data ai fattori sovrastrutturali; scarsa competenza in sede di analisi economica, e perciò una certa astrattezza della teoria, che è, così, incapace di saldarsi con una strategia politica concreta. Questo primo saggio vuole tentare una spiegazione del celebre documento comunista attraverso una indagine genetica che ne porti alla luce la sua essenza e il suo carattere decisivo. Il quale consiste tutto, per lui, nella nuova concezione storica che gli sta alla base. Per questa concezione, il comunismo, cessando dall'essere speranza, aspirazione, ricordo, congettura o ripiego, trovava per la prima volta la sua adeguata espressione nella coscienza della sua propria necessità; cioè nella
7) Sui rapporti con Turati ai vedano le osservazioni di E. GARIN, art. et/., pp 28 sgg.
*> Cfr. G. ARFE, op. cit., p. 10.
> Ivi, pp. 1243.
W> E, GARIN art. eh., p. 31.