Rassegna storica del Risorgimento

LABRIOLA ANTONIO
anno <1989>   pagina <302>
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Gian Biagio Furiozzi
coscienza di essere l'esito e la soluzione delle attuali lotte di classe.
La coscienza teorica del socialismo viene così a risiedere nella intel­ligenza della sua necessità storica: ciò che vanifica due costruzioni care agli utopisti: il comunismo quale contrapposizione, ideale e perfetta, alla dura realtà della storia; il comunismo quale stato naturale della vita umana, antecedente alla inevitabile serie delle deviazioni e delle aberrazioni storiche. Non si va al comunismo per spartana abnegazione o per cristiana rassegnazione, ma come conseguenza del dissolversi, per la dinamica pro­gressiva delle sue forze immanenti, della società capitalistica. È nella comprensione di questo processo che avviene, per Labriola, il passaggio dal socialismo utopistico a quello scientifico. In pratica, il passaggio dall'utopia alla scienza riassùme, sotto l'angolatura del pensiero politico, una linea di svolgimento che, partendo dall'originaria matrice ihuministica, e passando attraverso l'hegelismo e i dibattiti della sinistra hegeliana, sfocia infine nel materialismo storico.11)
Mentre il primo saggio, rifacendo la genesi del Manifesto, intendeva provare la necessità del comunismo critico come epoca storica destinata a soppiantare il mondo borghese, e soltanto accennava ai problemi generali impliciti nella nuova dottrina, che era ad un tempo una filosofia della storia, una critica dell'economia politica e una strategia rivoluzionaria, il secondo saggio di Labriola, dal titolo II materialismo storico. Delucidazione preliminare, intende proprio spiegare quei problemi generali che fanno del marxismo anche (ma non solo) una filosofia della storia.
Labriola vuole mostrare innanzitutto la natura scientifica del mate­rialismo storico, riprendendo così il leit motiv del primo saggio. Perciò contrappone il materialismo storico agli idoli della immaginazione , ai ripieghi dell'artificio letterario , ai convenzionalismi che sono propri della cultura borghese. A questi travestimenti della realtà, il materialismo storico sostituisce le forze positivamente operanti , ossia gli uomini nelle varie situazioni sociali loro proprie. Questo, aggiunge, è l'assunto rivoluzionario e la mèta scientifica della nuova dottrina, la quale obietti-vizza e direi quasi naturalizza la spiegazione dei processi storici.
Ma Labriola avverte per tempo che questa opera di riduzione mate­riale non va fatta in modo semplicistico. Le relazioni tra struttura e sovrastruttura sono enormemente complesse e abbisognano di una plura­lità di riduzioni progressive. Ammaestrato dall'ultimo Engels, egli sotto­linea una espressione: la struttura economica è la spiegazione della storia, ma non è la totalità delle cause, bensì solo la causa in ultima istanza. Perciò egli sostiene l'importanza di quel complesso di nozioni e di conoscenze, che può dirsi, in mancanza d'altro termine, di psicologia sociale. Si tratta certo di un sussidio , ma è di grande utilità. Per noi, afferma, è indiscusso il principio che non le forme della coscienza deter-
") A. LABRIOLA, In memoria del Manifesto dei Comunisti, in Saggi sul materialismo storico, a cura di V. GERRATANA e A. GUERRA, Roma, Editori Riuniti, 1964,