Rassegna storica del Risorgimento

LABRIOLA ANTONIO
anno <1989>   pagina <304>
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304 Gian Biagio Furiozzi p J
e di Engels, una edizione corredata di prefazioni esplicative, di indici di riferimento, di note e di rimandi. Il materialismo storico, visto come un naturale portato della cultura tedesca, gli si presenta nel suo triplice aspetto di tendenza filosofica nella concezione generale della vita e del mondo, di critica dell'economia e infine di interpretazione della politica del proletariato nella sua avanzata verso il socialismo.13) Questi tre aspetti facevano un tutt'uno nella mente di Marx, e danno quindi origine a tre ordini di studi e di considerazioni tra loro intimamente connessi: così che la politica viene ad essere la pratica del materialismo storico, e la filosofia che vi è implicita inerisce alla critica dell'economia politica, la quale è il modo proprio di trattare la storia. La perfetta immedesimazione del pensiero criticamente consapevole con l'oggetto della sua riflessione conduce alla eliminazione del tradizionale divario tra scienza e filosofia. E se mai occorresse racchiudere il tutto in una formula, si potrebbe dire che la filosofìa implicita al materialismo storico è la tendenza al monismo , ove la parola tendenza esprime l'adagiarsi della mente nella persuasione che tutto è pensabile come genesi, che il pensabile, anzi, non è che genesi, e che la genesi ha i caratteri approssimativi della continuità .14>
Labriola mette in guardia dall'accettare il marxismo in modo catechi­stico e dogmatico, anche per una ragione soggettiva, in quanto egli respinge ogni passività intellettuale. Inoltre il marxismo, a suo avviso, non è e non rimarrà tutto negli scritti di Marx e di Engels e occorre proseguire gli studi e le ricerche per farlo diventare una dottrina applicabile a tutte le fasi del passato e una regola orientativa per tutte le circostanze del presente. Come quella dottrina scrive è in sé la critica, così non può essere continuata, applicata e corretta, se non criticamente .15) Egli afferma, per primo in Italia, l'autosufficienza della filosofia della prassi ed è qui che va individuata la novità maggiore del suo pensiero e l'originalità della sua impostazione rispetto alle prospettive teoriche della Seconda Internazionale. Come ha scritto Antonio Gramsci, Labriola, affermando che la filosofia della prassi è indipendente da ogni altra corrente filosofica, è autosufficiente, è il solo che abbia cercato di costruire scientificamente la filosofia della prassi,16)
In questo senso, può dirsi che il Discorrendo costituisce quasi una risposta anticipata al revisionismo,17) anche perché egli ritiene che il
13) A. LABRIOLA, Discorrendo di socialismo e di filosofia, Bari, Laterza, 1939, p. 217.
M) Ivi, p. 222.
IS> Ivi, p. 196.
W) A. GRAMSCI, // materialismo storico e la filosofìa di B. Croce, Roma, Editori Riuniti, 1971, p. 92.
17) Si vedano le utili osservazioni di E. SANTARELLI, La revisione del marxismo in Italia, Milano, Feltrinelli, 1964, p. 38.