Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
anno <1989>   pagina <309>
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INDUSTRIALIZZAZIONE E PROGRESSO
NEI PERIODICI PIEMONTESI
TRA OTTOCENTO E NOVECENTO
Con l'inizio del Novecento anche l'Italia, o almeno l'Italia del Nord, si avviò a diventare un paese industrializzato. Le premesse erano state poste nei decenni precedenti, ma solo negli ultimi anni dell'Ottocento e nei primi del nuovo secolo il ritmo dei cambiamenti economici accelerò e si fece immediatamente tangibile. Sorsero nuovi complessi industriali; l'elettricità alimentò grandi speranze in ordine alla riduzione dei costi dell'energia; le applicazioni del motore a scoppio ai mezzi di trasporto terrestri, marittimi e persino aerei sbalordirono i contemporanei. Il modo di lavorare e le abitudini quotidiane presero a cambiare molto più rapida­mente che in passato, imponendo a tutti, piacesse o no, un processo di adattamento alle nuove condizioni. Ne risentirono i ritmi biologici, le concezioni di vita, la scala dei valori.
H nuovo corso trovò i suoi fautori, gli entusiasti, i denigratori, ì perplessi. H termine progresso divenne di uso comune e tese ad identificarsi sia con le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche, sia con il processo di sviluppo industriale ed economico che esse avevano messo in moto. Altri tuttavia rivendicavano al termine il significato tradi­zionale di crescita civile o morale.
Presero a discutere di progresso anche i periodici, compresi quelli di carattere locale, che in Piemonte erano assai numerosi. Le tirature di questi giornali erano presumibilmente modeste, ma se si tiene conto del numero elevato di testate, si può ritenere che le persone, le quali confron­tavano o costruivano le loro opinioni su o con l'ausilio di questi fogli, non fossero davvero poche. Quasi tutti i periodici, quotidiani o settimanali, oltre a riportare la cronaca locale, dedicavano in ogni numero uno o più articoli al dibattito teorico, alla discussione di grandi temi culturali o politici. Si tratta di fogli cattolici o socialisti o liberali, con un'imposta­zione ideologica fortemente marcata, che mai avrebbero pensato di porre in contradditorio le loro idee con quelle altrui, se non per polemica. Essi divulgavano le concezioni e i giudizi elaborati dai rispettivi vertici, semplificandoli per adattarli alla loro cultura e al loro pubblico. Le loro conclusioni appaiono quasi sempre sicure, talora perentorie, soprattutto nei periodici cattolici, dove l'elemento fideistico non lasciava molto spazio alla discussione o al dubbio.
I PERIODICI LIBERALI.
I fogli di impostazione liberale dedicavano molto spazio all'illustra­zione delle innovazioni tecnologiche e delle scoperte scientifiche; parlavano