Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
anno <1989>   pagina <320>
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Renata Altio
Nel primo numero del 1901 la Gazzetta del Popolo salutò il vecchio secolo e diede il benvenuto al nuovo. Tra le benemerenze dell'Ottocento non compare il progresso tecnologico e dal Novecento la Gazzetta si augurò semplicemente pace e libertà.
Sempre in sede di bilanci di fine secolo La Sentinella delle Alpi ospitò due articoli contrastanti. Nel primo numero del 1901 comparve un anonimo saluto al vecchio secolo , nel quale erano elencati i meriti dell'Otto­cento: il completamento del processo di unificazione di Germania e Italia, il consolidarsi della repubblica in Francia, l'imminente inaugurazione della transiberiana, i progressi dell'Inghilterra, la quale pecca soltanto nella sua strapotenza . Inoltre
la guerra, in questi ultimi anni, è stata ristretta e costretta fra brevi limiti, o trasferita nei continenti lontani. Le meravigliose scoperte belliche vanno rendendola un sogno, come è già un sogno la guerra di sopraffazione nazionale per amor di conquista, per sete di dominio. Un'altra lotta si è invece dischiusa fra i popoli: la grande lotta per la conquista dei commerci e per l'espansione industriale .
Segue un elenco delle grandi conquiste, in cui compare al primo posto la diffusione del giornale. Inoltre
Una rete metallica ha avvolto il mondo intiero, rendendo più rapida del baleno la comunicazione del pensiero umano.
Del sole si fece una macchina da stampa; del fulmine un corriere postale e un faro d'illuminazione; fu messo il vapore in arnese, ora aggiogandolo insieme ai venti al cocchio marino, ora spingendolo a una celerità turbinosa lungo novelle strade maestre di ferro.
Non vi sono più istmi, non vi sono più montagne che s'interpongano al rapido cammino dell'uomo; il tramway vi porta sulle soglie della vostra casa, il grafofono vi serba la voce dei vostri più cari e il cinematografo ve ne riproduce ogni movimento.
Altro che i secoli d'Augusto e di Leone X e di Luigi XIV! L'arte non è più una ricreazione dei papi e dei principi; né la scienza un giocattolo per gli studiosi: essa penetra in ogni tugurio, in ogni capanna, e fra breve ogni villano, che già traeva alla città scalzo, tornerà al villaggio nell'automobile applicata al servizio postale.
L'arte, in ogni sua espressione, avrebbe raggiunto nell'Ottocento altezze vertiginose, difficilmente superabili, e tornando al progresso tecnico e al miglioramento sociale, la fantasia e la magniloquenza del­l'autore si scatenano in una serie di riferimenti mitologici:29)
Lo stesso Regno dei Cieli con l'aeronauta Zeppelin è minacciato; l'atmosfera viene fatta servire da Marconi e da Guarnii quale mezzo di comunicazioni; fra breve il polo non avrà più misteri grazie all'ardito coraggio di Nansen e del Duca degli Abruzzi.
Edison tratta l'elettricità come un giocattolo, Prometeo che più non teme ma scherza col fulmine di Giove.
29) La conoscenza dei personaggi e dei fatti della mitologia era ben più diffusa nell'Ottocento di quanto non lo sia oggi e i riferimenti mitologici erano assai frequenti nella stampa laica, liberale e socialista. Essi rispondevano al gusto del grandioso dell'epoca e potevano essere apprezzati anche dai meno colti.