Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
anno <1989>   pagina <325>
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Industrializzazione e progresso in Piemonte 325
come la nostra, in cui ogni progresso teorico e pratico è frutto dell'esperienza, mi pare senza appello.
Sperimentate e vi convincerete; perché dovremmo noi, dopo che le scienze hanno rivelato tanti miracoli, chiudere le porte a nuove scoperte, per quanto meravigliose, e segnare delle colonne d'Ercole al possibile, proclamando temerariamente: più in là non si può e non si deve andare?
10 tal caso ripeteremmo l'ostinata e cieca negazione sistematica, che faceva dire agli avversari di Galileo: "Non ci sono i satelliti di Giove perché Aristotele non ne parla"; e al Lavoisier "Non esistono pietre cadenti perché in cielo non vi sono pietre e perciò non ne possono cadere".
Per conto mio non ho mai potuto comprendere come sia più difficile ad ammettere la possibilità che un corpo si muova senza causa apparente e che si producano suoni o luci senza che si possa accertare da chi o con che siano generati, che non la realtà della telegrafia senza fili o della fotografia dell'invisibile.
Quello che importa è dirigere la ricerca delle cause verso un campo d'ordine scientifico, e non rifugiarsi senz'altro in una teoria vecchia quanto il mondo, come quella delle intelligenze occulte, della resurrezione dei morti o della presenza materia­lizzata delle anime loro.
Perché lo spiritismo non progredisce.
11 gran torto dello spiritismo [...] è quello appunto ohe esso non fa un passo avanti nello studio dei fenomeni, sia pure strani, sia pure rari, ma che pur sempre devono rientrare nel grande regno delle cose di questo mondo, per ricadere nella vecchia superstizione animista delle generazioni più antiche, nelle fole e nei terrori infantili dei defunti, del doppio umano, e tutto l'arsenale di pregiudizi che forma la mentalità del selvaggio e dell'uomo primitivo, e che per secoli e secoli ha tiranneggiato presso tutti i popoli e in tutte le regioni della terra lo spirito umano, curioso di sapere e dominato dalla paura e dall'illusione di ciò che lo circondava e che non poteva comprendere.
Non v'ha dubbio che sotto questo aspetto le dottrine spiritistiche hanno un contenuto ereditario [...]. La loro vittoriosa affermazione moderna può essere concepita come un ritorno ad un passato intellettuale non mai esistito, quasi una rivincita sul moderno pensiero scientifico.
L'eccesso di lavoro psichico e lo stato quasi endemico di esaurimento cerebrale e di stanchezza nervosa delle generazioni presenti possono spiegare questa reversione atavica, come in certe malattie dai fondi della coscienza emergono ricordi e sensazioni del tutto obliate e latenti.
Il nostro equilibrio mentale, frutto di una disciplina scientifica e d'una educazione recenti, è instabile; poco basta a turbarlo, e talvolta il menomo urto lo distrugge, ripiombandoci nel facile assurdo del pensiero dell'infante e del selvaggio .39)
39) La magia del secolo XX, di Zino Zini, Gazzetta del Popolo, 22 febbraio 1903. Qui Zini riecheggia Erminio Troilo e Max Nordau. (Erminio Troilo fu professore di filosofia teoretica a Palermo e Padova. Discepolo di Ardigò, sottopose la dottrina positivista ad una revisione critica). Scriveva il Troilo: Questa ventata di religiosità, di misticismo, larga impetuosa, dilagante per tutto, oggi, con caratteri violenti e quasi paurosi; questo risorgere nell'anima moderna, respirante tuttavia un'atmosfera di scienza e di filosofia positiva, che, se non altro, s'incarna direi quasi, nei progressi, nelle scoperte materiali, nei gabinetti e nella vita questo risorgere del vecchio mondo di fantasmi, di credenze, d'illusioni e di allucinazioni, è un vero fenomeno atavico. È un atavismo che si presenta in un modo speciale; non come solitario segno, come residuo della rovina di un mondo scomparso [...]. L'ereditarietà invece l'ha tramandato, l'ha fissato, l'ha reso più forte, l'ha quasi connaturato nella psiche umana (E. TROILO, // misticismo moderno, Torino, Fratelli Bocca Editori, 1899, p. 293). Ancora prima Nordau aveva scritto: L'umanità civilizzata è stata colta all'improvviso dalle sue