Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
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1989
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326
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Renata Allìo
I PERIODICI CATTOLICI.
I periodici cattolici, meno affascinati dalla tecnologia, si impegnarono più degli altri nella definizione del concetto di progresso. Intanto, a differenza dei socialisti e liberali, essi non riconoscevano quasi mai valore positivo ai cambiamenti in atto. Partendo dal principio che il progresso non può essere valutato che dal punto di vista morale, i cattolici ritenevano che il nuovo -modo di vivere si traducesse, in realtà, in un regresso, essendosi fatto più materiale e scristianizzato. La discussione cominciava con le definizioni teoriche, per scendere poi alla contestazione degli effetti positivi delle singole invenzioni o innovazioni tecnologiche e delle loro conseguenze.
L'avversione al nuovo modo di produrre e di vivere si innestava sulla non sopita polemica contro Darwin e le teorie positivistiche e spesso si confondeva con esse, per concludere che il progresso non era altro che male.
Le nuove conoscenze avevano turbato il precedente equilibrio e ingenerato negli uomini una sorta di frenesia, una rincorsa affannosa per la conquista di nuovi consumi, di nuovi agi. Il progresso scientifico, sostenuto dalla corrente positivista, aveva portato al predominio della scienza sui valori morali e posto al centro dell'interesse degli uomini, non più la spiritualità, ma il miglioramento del tenore di vita.40* Ne era nata un'ansia, una tensione che avevano prodotto nuova infelicità.
I cattolici non disconoscevano l'importanza delle innovazioni tecnologiche, ma ritenevano che di per sé sole non fossero segno di progresso, anzi, l'uso che ne veniva fatto, il desiderio che esse accendevano di sempre nuove ricchezze, era ritenuto negativo, così come negativo appariva il carattere sempre più laico che andava assumendo la scienza. In questo senso gli interventi erano numerosissimi:
Senza dubbio, le sapienti e laboriose investigazioni sulla materia sono state spinte lontano e hanno permesso di sottrarre alla natura parecchi suoi segreti. Si devono al secolo presente sorprendenti invenzioni, stupende scoperte: il vapore, il telegrafo, il fonografo, ecc. E coiraiuto di tanti mezzi potenti, l'industria, il commercio principalmente, hanno preso un volo straordinario. Certamente tutto questo non si deve disprezzare. Ma non si crederà che sia qui il primo risveglio del genio umano su questa terra.
Comunque sia, è avvenuto questo: tutte le scoperte ed invenzioni moderne, sorgenti di prosperità materiale, hanno suscitato o sviluppato nel cuore di tutti l'amore delle ricchezze ed il bene essere.
proprie nuove scoperte, dai suoi progressi. Non ebbe tempo di prepararsi analogamente alle sue mutate condizioni di esistenza [...]. Questo la stancò, la rese esausta: tale sfinimento, tale spossatezza si manifestarono, nella prima generazione, siccome acquisite, nella seconda siccome isterismo ereditario delle masse (M. NORDAU, op. cit., voi. 1, pp. 78-79).
4) La distinzione fra materialismo e positivismo non era sempre netta, e non solo fra i cattolici. Nel 1864, riportando un dialogo, Edmond About, scrittore francese alla moda, aveva scritto in proposito: Voi vi restringete come un Americano al Progresso materiale. Voi non siete che un materialista!
No certo! Positivista quanto vorrete, ma lo spirito è cosa positiva quanto la materia, se non più (E. ABOUT, // Progresso, Milano, Sonzogno, 1864, p. 235).