Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
anno <1989>   pagina <327>
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Industrializzazione e progresso in Piemonte 527
In tutti i gradi della scala sociale, havvì una febbre di lucro, di piaceri e di godimenti. Ma qui risulta una conseguenza funesta, inevitabile. Il soffocamento dei lumi della ragione.
In epoca ben diversa dalla nostra Bossuet ha detto queste memorande parole: "Non più cagione, non più ragione né parte alta: tutto è corpo, tutto è senso; tutto è abbrutito ed interamente a terra". Pare che Bossuet abbia allora profetizzato del mondo attuale [...].
In mezzo alle feste ed alle esposizioni di tutti i prodotti della natura e del­l'industria, il secolo XIX è talmente infatuato di se stesso, che non sente il vuoto in mezzo al quale gli spiriti si depravano e s'indeboliscono di più in più.
L'uomo vuol essere disinteressato dei problemi morali, dell'avvenire del destino umano, vuol essere soddisfatto, si vuol stordire, vuol che tutto sia bene.
Mi basti rispondere con le parole di un poeta francese, Alfredo de Musset [...] "Vous vouliez faire un monde. Eh bien, vous l'avez fait: Votre monde est superbe, et votre homme est parfait!
Vos monts sont invelés; la plaine est éclaircie; vous avez sagement taillé Parbre de la vie; Tout est bien balayé sur vos chemins de fer, Tout est grand, tout est beau, mais on meurt dans votre aire"
[...]. Questo è il regno dell'incredulità. Sì, l'incredulità trionfa; ed è forse la cosa di cui gli uomini si vantano di più [...]. Il secolo XIX, se non fosse ebbro, già potrebbe accorgersi che Tunica causa delle inquietudini che prova la società, è l'esecrando tentativo di scacciare da ogni luogo Dio e il suo Cristo .41)
Si presumeva comunemente di avanzare nella via della civiltà. Ma per i cattolici non era così, al contrario, si sarebbe dovuto, a loro giudizio, riconoscere come
per poter essere meritatamente detto civile, non basti che un popolo sia assurto alla dignità di nazione; non basti che esso abbia steso sul suolo una rete di ferrovie, percorse in tutti, i sensi da sbuffanti vaporiere; non basti che giganteschi opifici lancino all'aria le ciminiere che vomitano torrenti di fumo; non basti che macchine e ordigni d'ogni regione, mossi da varie energie, sostituiscano l'opera intelligente della mano dell'uomo; non basti che la parola valichi i monti e varchi i mari più ratta della folgore; non basti che i velieri abbiano ceduto il dominio delle onde ai corazzati piroscafi; non basti la ridda spaventosa dei miliardi, a cui oggi si assiste, non bastino infine i poderosi esplodenti, i cannoni ciclopici, le inespugnabili fortezze ,42>
Tutto questo non bastava a rendere civile un popolo, se in esso mancava l'idea di Dio.
Senza dubbio cento mirabili invenzioni onorano l'età moderna, ma uopo sarebbe porre in bilancia quanto si è perduto del mondo antico con quello che si è trovato nell'età successive, per giudicare rettamente e crederci giganti a fronte dei nostri padri ed avi [...]. Non sarà mai progredire, ma sibbene indietreggiare in fatto di civiltà e di progresso il preporre i beni materiali ai morali, il piacevole al buono, il dilettevole al vero. Or quando gli agi ed i piaceri sono 'lo scopo finale nell'ambito progresso, quando tutto ciò che tende al commercio, al guadagno acquista più importanza della
41) // secolo che muore, firmato: O, L., // Rocciamelone (periodico settimanale del ircondario di Susa, cattolico, fondato nel 1897), 6 novembre 1897.
42) / pionieri detta civiltà, non firmato, // Rocciamelone, 13 agosto 1898.