Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
anno
<
1989
>
pagina
<
331
>
Un dotto cattolico costituisce per se stesso una apologia vivente della fede, perché concilia, o meglio armonizza in sé due cose che un funesto pregiudizio faceva credere incomponibili .54)
L'autore riconosceva che il dissidio fra scienza e fede si era fatto meno aspro negli ultimi anni, e ciò per una sorta di divisione del lavoro operante nel dominio intellettuale , in conseguenza della quale scienza e fede tendevano ad ignorarsi reciprocamente. Persisteva tuttavia il pregiudizio secondo cui un cattolico non poteva essere uomo di scienza. A creare quest'opinione concorreva lo scarso interesse dei cattolici verso la cultura in genere. In Germania ed in Svizzera, ricordava l'autore, i cattolici riconoscevano la loro inferiorità culturale rispetto ai protestanti. Anche in Italia i fedeli avrebbero dovuto istruirsi di più:
Elevare il livello della nostra cultura, rinfrescare i nostri metodi di istruzione, appropriarci rutti i progressi dello spirito umano è il miglior modo di servire gli interessi del regno di Dio.
Né Dio né la Chiesa abbisognano dei nostri errori, ma bensì del culto sincero e prudente di tutta e sola la verità .55)
Un altro quotidiano cattolico di Torino, di impostazione maggiormente conservatrice: L'Italia Reale, aveva sostenuto già nel 1897 la necessità di creare un'associazione di scienziati cattolici, che testimoniassero la possibilità di coniugare il mondo della cultura con quello della fede, poiché la Chiesa Cattolica, ben lungi dall'osteggiare i progressi scientifici ed incepparne i movimenti, li apprezza e a suo potere li promuove.56)
La riflessione teorica più accurata sembra essere quella elaborata dallo Stendardo, il quale, tra l'altro, all'inizio del secolo, pubblicò la sintesi della conferenza tenuta a Piacenza da uno studente , Paolo Arcali. L'Arcari che, come in genere accadeva nei periodici cattolici, usava indifferentemente i termini progresso e civiltà, annetteva una grande importanza alla consapevolezza e all'elaborazione teorica, che giudicava il vero motore dell'azione sociale e del cambiamento in genere.
Bisogna aver nozione di essere progrediti per poter sperare di progredire. Ciò spiega che una tale idea del progresso sia affatto recente, o meglio sia da poco entrata nel patrimonio comune: perché ora vi sono degli indizi, dei dati di una sicura ed universale evidenza dei progressi materiali che inducono e confermano nell'anima popolare fede in altre e maggiori mutazioni future in un ordine di cose più elevato; e l'operaio che ha vista sostituita la ferrovia alla diligenza, si abitua a pensare che altre forme della vita si potranno cosi correggere, migliorare, abbandonare, sostituire [...]. I fatti [...] non han da sé un'assoluta forza di farsi avvertire: così come i colori
54) Il dovere intellettuale, firmato: D., Il Momento bibliografico , supplemento al numero del 27 gennaio 1904 de // Momento (periodico cattolico, fondato a Torino nel 1903).
55) Ibidem.
56) Le società scientifiche tra i cattolici, non firmato, L'Italia Reale - Corriere Nazionale, 10-11 luglio 1897.