Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
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1989
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Renata Alilo
non possono farsi distinguere senza della luce: milioni di lampadine avrebbero potuto oscillare senza rilevare l'icronismo [isocronismo] se non interveniva il lampo di genio: del pari avviene dei bisogni e delle miserie sociali: sono essenzialmente fenomeni muli: occorre, a che essi siano conosciuti e vi si ponga rimedio, uno slancio di cuore, un lampo di genio.
Il principio che le mutazioni ed i progressi del genere umano nella vita economica si devono a mutazioni ed a progressi nella estrinsecazione dell'attività spirituale risponde a due sorta di teorie e di obbiezioni. E risponde anche a chi sostenga che i fatti mutino le idee per processo di contrasto giacché un bisogno sociale non vale da solo a determinarne l'appagamento, come una malattia non è il solo fattore per il quale se ne trovi il rimedio; delle volte anzi il rimedio si trova quando la forza del morbo è minore come ora ad esempio per il bacillo della peste; così quando il Marx scrisse il Capitale il proletario si trovava in condizioni assai migliori che non, ad esempio, nella rinascenza; così la rivoluzione si fece quando le colpe della monarchia francese erano diminuite: il che vuol dire che i fatti non hanno da sé la forza di determinare il progresso delle idee nemmeno quando parrebbe che dovessero averla maggiore .
L'Arcari concludeva che la storia stessa dimostra come ogni epoca corrisponda nelle sue forme positive alle forme ideali dell'età che l'ha preceduta ed inversamente per le sue forme ideali alle positive di quella che la seguirà . Tutto ciò valeva a contestazione della concezione materialistica ed economica del progresso, che si rifaceva a Marx, basandosi sul principio che il modo -di produzione della vita materiale determina in generale il processo sociale, politico ed intellettuale della vita . Molto più rapidamente l'Arcari liquidò il pensiero di chi il movimento del progresso vuole classificare e distinguere colle opere di pochi uomini, di re o di capitani, con qualche centinaio di battaglie. L'oratore sostenne che i cattolici non accedono a questa concezione individualista e militarista insieme del progresso: non danno allo scettro, alla spada ed alla vittoria una così grande importanza . L'idea del vero progresso sarebbe invece di origine cristiana perché solo il cristianesimo dà la norma della perfezione cui devono tendere individui e popoli. L'Arcari ammetteva che i primi cristiani, imbevuti in certo modo ancora del pessimismo pagano , concepivano un mondo immobile in attesa del millennio: pensavano che alla civiltà del Vangelo potesse essere unica vittoria il finimondo . Diverso il concetto -dei cristiani attuali, che riconoscono l'opportunità di migliorare anche la vita su questa terra: Noi invece [...] pensiamo che in gran parte sia lasciato all'opera umana, ispirata dal concetto della verità e della giustizia, il precorrere, in un avvenire lontano e radioso in questa valle di lacrime, i concenti, le armonie e le aurore dei cieli E l'oratore concludeva:
Noi diciamo che il progresso è bene; il male non fa che valersi del progresso per mutare la forma delle sue esplicazioni, ma nulla di più; solo il bene invece ha la virtù di migliorare col progresso le opere proprie, di elevarne ed intensificarne il valore. Uno scellerato che non avesse la dinamite potrebbe uccidere anche con un coltello di pietra, ma senza gli esplodenti non si potrebbero scavare nelle viscere dei monti le vie ohe uniscono i popoli w.57)
57) ji concetto cristiano del progresso, non firmato, Lo Stendardo, 20 gennaio 1900.