Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
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1989
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335
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Industrializzazione e progresso in Piemonte 335
lo si porti a giorno del progresso, ma non lo si faccia in pari tempo dare addietro in moralità e costumi.64)
Frequenti erano le deprecazioni contro la politica volontaristica della Sinistra, che aveva cercato di avviare anche in Italia il processo di sviluppo industriale:
D'una nazione essenzialmente agricola ne vollero fare una nazione forzatamente industriale.
Questo l'intendimento dei grandi economisti e statisti che reggono l'Italia. Si trascurano i prodotti naturali d'una terra privilegiata e per tanti titoli invidiata, per fare concorrenza industriale a quelle nazioni che si diedero principalmente all'industria per supplire alla povertà del suolo e usufruire dei beni del sottosuolo [...]. Privi dei primi elementi dell'industria, ferro e carbone, ci logoriamo in una lotta ineguale, e quasi ciò non bastasse, abbiamo l'unghia del fisco sempre pronta a stendersi e soffocare, a furia d'imposte e fiscalismi, ogni industria che nasce e che può dar speranza di riuscire un giorno a prosperare [...]. Più che uno sbaglio è un delitto l'indirizzo economico dell'Italia in cui il suolo creatore di ricchezze e benessere morale e materiale è posposto all'industria che non è se non trasformazione di capitali, e che nelle nostre condizioni particolari, esercitata in proporzioni esagerate, non può essere che sorgente di disinganni e miserie .65)
Ma la Chiesa non poteva limitarsi a deprecare l'industria e l'inurbamento. Per arginare il fenomeno dell'abbandono delle campagne da parte dei giovani, i sacerdoti dovevano impegnarsi, oltre che con la predicazione e gli scritti, anche suggerendo norme razionali di coltivazione e soprattutto favorendo il sorgere di società di mutuo soccorso, casse rurali e cooperative per la vendita dei prodotti e per l'acquisto e l'uso in comune di macchine e attrezzi. Questi interventi diretti, che erano sollecitati dalle alte gerarchie ecclesiastiche, a qualcuno dovevano pesare molto, al punto di vedere in essi qualcosa di eroico :
Siamo in tempi nuovi con mali nuovi e gravissimi, e quindi occorre rimediarvi con rimedi nuovi ed eroici. Fa d'uopo che il prete non sia troppo estraneo alla vita pratica del popolo, né sprezzatore dei trovati della scienza moderna per mantenere legate le popolazioni alla Chiesa di Dio con far vedere che i due principii, il teologico e l'economico, sono uniti insieme per salvare le popolazioni con opere sociali.
Né conviene trascurare i progressi della scienza agraria ma mettersi sulla traccia dei R.mi Monsignori Beretta, Cerniti, Boasso ed altri che tanta parte hanno presa nel risorgimento dei ceti agricoli. Come sarà glorioso per noi l'aver lavorato alla redenzione economica dei poveri lavoratori, la quale otterremo certamente se non ci discosteremo dalla traccia che Leone XIII ci ha data nell'Enciclica: Rerum Novarum! >
Altri confermavano:
Dobbiamo dimostrare che noi ci occupiamo veramente delle miserie sociali, penetriamo in esse, le studiamo, ne troviamo rimedi pratici, li attuiamo.
<K> Ibidem.
65) Appunti. La società moderna. Condizioni economiche, firmato: Xy, Lo Stendardo, 13 marzo 1901.
66) // prete e il bene temporale del popolo, Lo Stendardo, 27 giugno 1900; l'articolo è tratto da II Cattolico Militante.